WSense, la ricerca italiana connette il mondo sommerso

Nata dalle attività scientifiche della Sapienza Università di Roma, WSense ha trasformato le comunicazioni subacquee in un progetto industriale internazionale. L’ingresso di Fincantieri come azionista di maggioranza apre una nuova fase per la scale-up e offre un esempio di come università, investitori e industria possano accompagnare la crescita delle tecnologie italiane.

Portare la connettività sotto la superficie del mare significa affrontare un ambiente complesso, nel quale raccogliere informazioni e far comunicare strumenti diversi richiede tecnologie specialistiche. Per WSense questa sfida è diventata il punto di partenza di un percorso che collega ricerca accademica, imprenditorialità e industria.

La società, nata come spin-off della Sapienza Università di Roma, ha sviluppato tecnologie proprietarie per il monitoraggio e le comunicazioni subacquee, costruendo la propria attività attorno all’Internet of Underwater Things: un ecosistema nel quale sensori, robot, attuatori e operatori possono scambiare informazioni anche sott’acqua.

Nel corso della sua crescita, WSense ha portato queste competenze verso applicazioni industriali e mercati internazionali. Oggi il percorso entra in una nuova fase con Fincantieri azionista di maggioranza, attraverso un’operazione annunciata nel luglio 2026.

Il significato della vicenda supera il cambiamento nell’assetto societario. WSense racconta una traiettoria nella quale una tecnologia sviluppata nella ricerca pubblica diventa impresa, raccoglie capitali, amplia la propria presenza all’estero e trova una collocazione nella strategia di un grande gruppo industriale europeo.

Dalla Sapienza alle applicazioni industriali

Le origini di WSense si trovano nella ricerca della Sapienza sulle comunicazioni subacquee. Da quel patrimonio scientifico è nata un’azienda capace di sviluppare soluzioni proprietarie per trasmettere dati in ambienti underwater complessi.

Il passaggio dal laboratorio all’impresa ha richiesto di trasformare le competenze accademiche in strumenti utilizzabili da clienti e partner industriali. Una tecnologia deve infatti poter essere integrata, impiegata sul campo e adattata alle esigenze di chi la utilizza.

Per WSense, questa evoluzione ha portato alla costruzione di sistemi dedicati alla comunicazione e al monitoraggio del mondo sommerso, con una crescente presenza internazionale.

La società, attiva dal 2017, si presenta oggi come una scale-up deep tech. Il suo sviluppo mostra come una specializzazione scientifica possa diventare la base di un’attività imprenditoriale orientata a un dominio industriale preciso.

Un ecosistema che accompagna la crescita

La qualità della ricerca e la capacità imprenditoriale del team hanno rappresentato elementi centrali del percorso. A questi si è affiancata la costruzione progressiva di una rete di sostegno, capace di accompagnare le diverse fasi di sviluppo dell’azienda.

Investitori italiani e internazionali hanno sostenuto la crescita di WSense, contribuendo al passaggio dalla valorizzazione della tecnologia alla dimensione industriale.

In questo percorso, CDP Venture Capital ha partecipato al rafforzamento della capacità del sistema italiano di sostenere una realtà deep tech. Il suo ruolo si inserisce in una filiera nella quale ricerca, capitale e competenze devono trovare continuità nel tempo.

Per le imprese basate su tecnologie complesse, la disponibilità di finanziamenti deve procedere insieme allo sviluppo del prodotto, alla validazione delle applicazioni e alla costruzione di relazioni commerciali. È attraverso questa combinazione che una soluzione scientifica può maturare fino a diventare parte di un’offerta industriale.

La storia di WSense evidenzia quindi il valore di un ecosistema che segue l’impresa lungo il suo percorso, mettendo in relazione soggetti con responsabilità e competenze differenti.

Fincantieri apre una nuova fase per WSense

L’ingresso di Fincantieri come azionista di maggioranza, annunciato nel luglio 2026, porta le tecnologie e le competenze di WSense all’interno della strategia underwater del gruppo.

L’operazione prevede il mantenimento dell’autonomia, dell’identità e della continuità manageriale della società. L’obiettivo è sviluppare le sinergie industriali conservando le caratteristiche imprenditoriali e specialistiche che ne hanno sostenuto la crescita.

Per WSense si apre così la possibilità di contribuire a un progetto industriale più ampio, nel quale le comunicazioni e la raccolta dei dati subacquei diventano elementi di connessione tra sistemi e soluzioni differenti.

La tecnologia dell’azienda assume, in questa prospettiva, una funzione abilitante: permette di collegare strumenti e competenze all’interno di un ecosistema underwater e di favorirne l’integrazione.

L’incontro a Roma tra università, capitale e industria

Il percorso della società è stato al centro di un incontro nella sede romana di WSense, che ha riunito i protagonisti di questa evoluzione.

Hanno partecipato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri; Antonella Polimeni, Magnifica Rettrice della Sapienza Università di Roma; Emanuele Levi, amministratore delegato di CDP Venture Capital, insieme agli investitori internazionali che hanno sostenuto WSense fino all’ingresso di Fincantieri.

L’incontro ha messo in relazione le diverse componenti del percorso: l’università nella quale la tecnologia ha avuto origine, il capitale che ha accompagnato la crescita e l’industria che ne integra oggi le competenze nella propria strategia.

La vicenda offre anche un riferimento per ricercatori e dottorandi interessati a sviluppare applicazioni imprenditoriali del proprio lavoro. Mostra quali passaggi possono collegare l’attività scientifica alla creazione di un’impresa e alla sua espansione internazionale.

Polimeni: una traiettoria concreta per i giovani ricercatori

Nel suo intervento, Antonella Polimeni ha richiamato il confronto avviato sei anni prima sul potenziale dell’università e sulla possibilità di trasformare la ricerca in innovazione e impresa.

La crescita di WSense costituisce, secondo la rettrice, una dimostrazione concreta di ciò che può accadere quando l’ecosistema universitario viene stimolato e sostenuto in modo adeguato.

Il valore del caso riguarda anche le nuove generazioni della ricerca. Raccontare questo percorso a giovani ricercatori e dottorandi significa mostrare che tra università e industria può esistere una strada praticabile, fatta di scelte, sostegno e obiettivi condivisi.

Nella lettura di Polimeni, la costruzione di una visione comune permette di liberare creatività e competenze, generando nuove opportunità per il sistema universitario e per il Paese.

Petrioli: integrare la filiera mantenendo le competenze

Chiara Petrioli, CEO e cofondatrice di WSense, ha illustrato il significato industriale della nuova fase.

L’ingresso di Fincantieri rende possibile lo sviluppo di un modello di polo underwater basato sull’integrazione verticale e sulla collaborazione tra realtà che conservano autonomia, identità e capacità imprenditoriale.

Secondo Petrioli, nei primi mesi sono già emerse opportunità di collaborazione tra le diverse aziende coinvolte, con WSense impegnata come abilitatore e integratore delle soluzioni.

Il modello punta a mettere l’innovazione al centro del posizionamento di un grande gruppo in un ambito strategico, creando allo stesso tempo le condizioni perché le competenze specialistiche continuino a svilupparsi.

L’ambizione dichiarata è costruire un ecosistema underwater unico in Europa per capacità di integrazione, capace di collegare tecnologie, competenze e soluzioni lungo l’intera filiera.

Folgiero: mettere a sistema le capacità italiane

Per Pierroberto Folgiero, il percorso di WSense dimostra la presenza in Italia delle competenze necessarie a generare innovazione di livello mondiale.

Ricerca universitaria, imprenditorialità, capitale e capacità industriale costituiscono le componenti di questo potenziale. La sfida consiste nel metterle in relazione e accompagnarne lo sviluppo.

L’ingresso della scale-up nel perimetro di Fincantieri risponde a questa prospettiva: favorire l’incontro tra tecnologia e mercato e contribuire alla costruzione di una filiera underwater d’eccellenza.

L’obiettivo indicato dal gruppo è consolidare un protagonista internazionale capace di competere nei domini strategici del futuro. In questo disegno, le competenze di WSense contribuiscono a rafforzare la connessione tra innovazione specialistica e capacità industriale.

Il “Wi-Fi sottomarino” che collega strumenti e persone

La missione di WSense è rendere possibile la raccolta di dati sottomarini su larga scala, ad alta densità e in tempo reale, con attenzione al rispetto degli ecosistemi.

Le sue soluzioni si basano su tecnologie brevettate che utilizzano onde acustiche multifrequenza e sistemi ottici senza fili. Attraverso questi strumenti, l’azienda realizza comunicazioni wireless subacquee progettate per essere affidabili e sicure.

L’espressione “Wi-Fi sottomarino” sintetizza la funzione delle soluzioni: collegare in un unico ecosistema di comunicazione robotica, sensori, attuatori e subacquei professionisti.

La condivisione dei dati permette di mettere in relazione dispositivi e operatori, supportando le attività di monitoraggio e le applicazioni industriali. Le soluzioni sono inoltre presentate dall’azienda come progettate per operare senza impattare sui fondali.

Tra le finalità rientrano il supporto al controllo del dominio sottomarino e alla protezione delle infrastrutture critiche, ambiti nei quali la disponibilità di informazioni tempestive assume un ruolo rilevante.

Una squadra internazionale di oltre 80 specialisti

La crescita di WSense si riflette anche nella struttura dell’azienda, che conta oltre 80 ingegneri e ricercatori.

La società dispone di uffici in Italia, Norvegia e Regno Unito, oltre a dipendenti presenti in Francia ed Emirati Arabi.

Questa organizzazione internazionale accompagna lo sviluppo delle attività e mette insieme competenze scientifiche e ingegneristiche dedicate alle tecnologie underwater.

Per una scale-up deep tech, il patrimonio di conoscenze del team rappresenta una risorsa centrale. La presenza di specialisti in più Paesi si inserisce nel percorso con cui WSense ha portato le proprie soluzioni dalla ricerca italiana a interlocutori e mercati internazionali.

Clienti e partnership tra ricerca, energia e difesa

Le applicazioni delle tecnologie WSense trovano riscontro nella varietà dei suoi interlocutori.

Tra i clienti indicati dall’azienda figurano il Ministero della Difesa italiano, la Marina Militare, il National Center for Wildlife, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ISPRA, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INGV, ed ENEA.

A questi si aggiungono aziende come Terna, AkerBP, A2A ed ENI.

Sul fronte delle partnership, WSense annovera collaborazioni con Leonardo, Saipem, Fincantieri e Alcatel Submarine Networks.

La presenza di enti scientifici, istituzioni e imprese industriali mostra la pluralità dei contesti nei quali la comunicazione subacquea e il monitoraggio possono essere impiegati. Le esigenze cambiano a seconda dell’applicazione, ma condividono la necessità di acquisire informazioni e far dialogare sistemi che operano nel mondo sommerso.

Quattro milioni di dati oceanici trasmessi in tempo reale

Secondo i dati comunicati dalla società, WSense ha trasmesso finora in tempo reale circa quattro milioni di dati oceanici, relativi a oltre 50 parametri.

Il numero rende visibile una parte dell’attività svolta: trasformare le osservazioni raccolte sott’acqua in informazioni disponibili per chi deve analizzarle e utilizzarle.

La capacità di acquisire dati in modo continuativo e di trasferirli mentre le rilevazioni avvengono costituisce uno degli elementi centrali delle soluzioni sviluppate dall’azienda.

È su questa funzione che si costruisce l’Internet of Underwater Things: una rete nella quale strumenti differenti partecipano alla raccolta e allo scambio di informazioni, contribuendo alla conoscenza e alla gestione dell’ambiente subacqueo.

Un trasferimento tecnologico che attraversa tutte le fasi

La storia di WSense aiuta a comprendere quanto sia articolato il trasferimento tecnologico.

Il processo comincia dalla ricerca e dalla validazione scientifica, prosegue con la costruzione dell’impresa, richiede capitali e competenze organizzative e si sviluppa attraverso l’ingresso sul mercato e la crescita internazionale.

L’incontro con la grande industria rappresenta un’ulteriore fase, nella quale una tecnologia può trovare nuove possibilità di integrazione e applicazione.

Nel deep tech, questa continuità è particolarmente rilevante. La complessità delle soluzioni, i tempi di sviluppo e il fabbisogno di capitale rendono necessaria una collaborazione duratura tra università, investitori, istituzioni e aziende.

WSense ha attraversato queste fasi mantenendo il legame tra la propria origine scientifica e lo sviluppo di applicazioni industriali. Il suo percorso mostra il contributo che una tecnologia nata nella ricerca pubblica italiana può offrire alla competitività di un gruppo europeo.

Rendere il modello accessibile ad altre imprese

Il caso WSense suggerisce una direzione di lavoro per l’ecosistema italiano: creare le condizioni perché percorsi simili possano diventare più frequenti.

Questo significa sostenere la valorizzazione della ricerca, accompagnare la formazione delle imprese, favorire l’accesso ai capitali e costruire occasioni di collaborazione con l’industria.

La crescita di una startup tecnologica dipende dalla possibilità di trovare interlocutori adeguati nelle diverse fasi. Un investitore, un’università o un partner industriale possono contribuire in momenti differenti, ma la continuità tra questi passaggi permette all’impresa di sviluppare il proprio potenziale.

Per WSense, la nuova fase con Fincantieri porta questa traiettoria dentro una strategia underwater più ampia. Per il sistema italiano, il valore dell’esperienza sta nella possibilità di riconoscerne i meccanismi e renderli disponibili ad altre realtà: affinché un numero crescente di risultati scientifici possa tradursi in tecnologie utilizzate, imprese internazionali e nuove competenze industriali.

Leggi anche