Venture Capital, in Italia nel secondo trimestre 2024 investiti 228 milioni in 69 round

Growth Capital e Italian Tech Alliance – Osservatorio Trimestrale sul Venture Capital in Italia

Seppure in calo rispetto al Q1 2024, i dati del primo semestre sono in linea con il secondo semestre 2023

Nel secondo trimestre 2024 sono stati investiti 228 milioni in 69 round d’investimento (dei quali 10 Serie A e 2 Serie B, 1 Serie C). Il settore con il maggior numero di round è stato Software, mentre Smart City è stato quello che ha registrato la raccolta più alta. Il round più importante per importo raccolto è stato quello di Newcleo, chiuso a 87 milioni di euro. 8 le exit del trimestre.

Questo è il quadro che emerge dall’Osservatorio sul Venture Capital in Italia – realizzato da Growth Capital, la banca di investimento tech leader nell’ecosistema Venture Capital, in collaborazione con Italian Tech Alliance, l’associazione italiana del Venture Capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative, che monitora su base trimestrale l’andamento degli investimenti in Venture Capital in Italia e i principali trend dell’ecosistema italiano dell’innovazione. 

L’Osservatorio è stato presentato a Milano presso il Copernico Isola for S32, nel corso di un evento che ha visto anche la presentazione di due approfondimenti legati al Fintech: uno sull’andamento dei numeri a livello nazionale, tenuto da Fintech District con un focus sulla sua Community, e uno sull’andamento del Fintech a livello globale curato da McKinsey & Company. All’evento sono intervenuti Francesco Cerruti (Italian Tech Alliance), Fabio Mondini de Focatiis (Growth Capital), Zaccaria Orlando (McKinsey) Clelia Tosi (Fintech District) e nella tavola rotonda Giovanni Calabrese (Sella), Giuseppe Donvito (P101/Italian Tech Alliance), Aurora Maggio (Zefi.ai) e Mattia Montepara (Sibill). 

Lo scenario – Il VC europeo mostra segni di ripresa, con 28 miliardi di euro raccolti in 5.640 round, nel primo semestre del 2024 (registrando +18% il numero di round e +3% l’ammontare investito rispetto al secondo semestre 2023). Il secondo trimestre ha registrato 15 miliardi di euro di raccolta in 2.320 round (+25% di ammontare investito rispetto al primo trimestre), nonostante il numero di round sia stato inferiore del 30% rispetto al Q1.

Guardando all’Italia, nel primo semestre 2024 sono stati raccolti 671 milioni di euro in 177 round, con il 37% dell’importo investito proveniente da 2 mega round. Tuttavia, il primo semestre 2024 è in linea con il secondo del 2023, ma con una distribuzione irregolare tra i trimestri. Mentre guardando al secondo trimestre, i 228 milioni di euro raccolti in 69 round segnano un notevole calo rispetto al precedente trimestre, con 87 milioni di euro riconducibili solo al round di Newcleo. Anche in questo caso, se guardiamo i numeri del semestre, il primo del 2024 risulta comunque stabile rispetto al secondo del 2023. 

Guardando alla segmentazione dei round per tipologia, nel secondo trimestre 2024 il 71% è rappresentato da Pre-seed o Seed. Ci sono solo due Serie B per un ammontare di 21 milioni -, il che spiega il rallentamento dei risultati generali del trimestre.

L’analisi per settori – Nel secondo trimestre del 2014, Software è il settore che ha registrato il maggior numero di round (13), grazie al picco di crescita registrato nel settore dell’AI. Seguono Life Sciences con 11 round e Deep Tech con 7. Guardando all’intero primo semestre 2024, in linea con il trend del 2023, Software, Life Sciences e Smart City sono i settori con il maggior numero di round. Smart City è invece il settore che ha attratto più capitale nel Q1 (95 milioni), seguito da Life Sciences (37 milioni) e da Fintech (33 milioni). Analizzando i top 5 deal del Q2-2024, in testa troviamo Newcleo (87 milioni, Serie A), seguita da Banca Aidexa (16 milioni, Serie B) e Futura (14 milioni, Serie A). Quarta posizione per Tes Pharma (10 milioni, Serie A) e quinta per Beta Glue Technologies e Avaneidi, che hanno chiuso un round da 8 milioni, rispettivamente Serie C e Serie A. 

Il VC Index, un indicatore su scala da 1 a 10 calcolato a cadenza semestrale e che fornisce un’indicazione sullo stadio di sviluppo dell’ecosistema VC in Italia e sul sentiment dei suoi attori, è sceso rispetto al semestre precedente, segnalando un contesto di stabilità che tende verso l’underperformance. Tutti gli indicatori quantitativi sono rimasti stabili o peggiorati (e in particolare l’attività di exit) e al contempo si conferma lo scarso ottimismo registrato dagli operatori sei mesi fa.

“In un delicato contesto di mercato, caratterizzato da elevati tassi d’interesse, inflazione e difficoltà a realizzare exit di successo, si sta assistendo a una maggior difficoltà a chiudere raccolte di capitale e a deal sempre più complessi nella struttura. Il sentiment degli operatori rimane stabile rispetto a sei mesi fa e ci si attende una ripresa del mercato nei prossimi trimestri, che dipenderà da una molteplicità di fattori. Tra questi, il ruolo di CDP sarà di cruciale importanza: i €3,5 miliardi in investimenti previsti nei prossimi 4 anni e la ratifica del nuovo piano industriale potranno dare nuovo impulso all’ecosistema italiano, creando un effetto a catena positivo sugli investimenti diretti e indiretti” commenta Fabio Mondini de Focatiis (Foto sopra), Founding Partner di Growth Capital.

“Nelle attese, il secondo trimestre del 2024 doveva essere un periodo decisivo per un salto di qualità dell’ecosistema italiano dell’innovazione. La presentazione del nuovo piano industriale di CDP Venture Capital da una parte e l’imminente varo dello Startup Act 2.0 dall’altra facevano presagire una nuova centralità del VC, potenzialmente accompagnata da un protrarsi della crescita degli investimenti riscontrata nei mesi precedenti, commenta Francesco Cerruti (Foto in alto), Direttore Generale di Italian Tech Alliance. Invece, il quadro numerico in ribasso è accompagnato da una cornice nella quale, nonostante gli annunci, il Governo non ha ancora presentato lo Startup Act 2.0, che siamo convinti possa rappresentare uno strumento fondamentale per rafforzare un ecosistema che già ha dimostrato di poter contribuire al benessere economico e sociale del Paese”.

Il Fintech – Il rallentamento mostrato dal FinTech italiano nel 2023 è proseguito nel primo semestre del 2024: si è infatti passati dai 510 milioni raccolti nel 2022 in 39 round, ai 142 del 2023 in 29 round fino a scendere ai 41 milioni del primo semestre 2024 in 15 round. Nel secondo trimestre del 2024 il Fintech in Italia ha raccolto in totale 33 milioni di euro in 6 round. Nonostante i miglioramenti marginali nell’ammontare investito rispetto al primo trimestre, si segnala l’assenza di grandi round dal 2022 che ha determinato il rallentamento del settore. In Italia il Fintech rappresenta circa il 10% dei round (in linea con la media del settore), mentre in passato catalizzava circa il 30% degli investimenti, con una contrazione significativa negli ultimi 18 mesi. Il calo della dimensione media dei round coincide con una minore partecipazione degli investitori internazionali, di solito coinvolti nei grandi round.

“Il mondo fintech si trova oggi a un bivio: da una parte, il potenziale per trasformare il settore finanziario è ancora ampio e le prospettive di crescita dei ricavi delle fintech sono molto buone (+18% all’anno in Europa fino al 2028); dall’altra, solo alcuni player saranno in grado di distinguersi in un contesto di funding meno favorevole rispetto al passato. Guardando avanti sarà fondamentale per le fintech puntare sulla profittabilità, controllando i costi, e perseguire una crescita più bilanciata e sostenibile nel lungo periodo”, ha commentato Zaccaria Orlando, Associate Partner di McKinsey.

“Nella prima parte del 2024 c’è stato un rallentamento degli investimenti di Venture Capital nel FinTech, non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa, prevalentemente per la forte riduzione di operazioni di grandi dimensioni. In questo scenario all’interno della Community del Fintech District, la più ampia a livello nazionale con 295 tra FinTech e TechFin italiane o estere ma attive in Italia, il valore degli investimenti raccolti è di circa 15 milioni di euro, di cui circa il 60% raccolti nel secondo trimestre. Il totale è il risultato di 4 operazioni, avvenute nell’ambito WealthTech (Axyon.AI), Business & Personal Finance Management (Sibill), Crypto & DeFi (CheckSig), e TechFin – AI (Indigo.AI). In ottica e nello spirito di Open Innovation, il Corporate Venture Capital (CVC) rappresenta uno strumento importante perché permette alle grandi aziende di imprimere un ulteriore slancio innovativo, coniugando gli obiettivi di business con quelli di investimento”, dichiara Clelia Tosi, Head of Fintech District.”

“L’Open Innovation, facendo leva sulla creatività e sulla spinta delle start-up nello sviluppo di nuovi servizi e soluzioni tecnologiche, serve a stimolare sia l’innovazione interna sia quella dei clienti e dei soggetti con cui facciamo sinergia tramite il nostro ecosistema. È una formula articolata da realizzare ma è la più potente per innovare e promuovere un ecosistema finanziario aperto, avendo anche un impatto positivo sull’economia e sulla società” sottolinea Giacomo Sella, Responsabile della Divisione Corporate & Investment Banking del gruppo Sella.

Il report integrale e la metodologia di ricerca sono disponibili a questo link.

Growth Capital è la banca di investimento tech nell’ecosistema Venture Capital, con un tasso di successo del 90% e sedi a Milano, Madrid, Londra. La società offre la migliore advisory personalizzata in funzione della tipologia di operazione e di interlocutore, con focus su operazioni cross-border di M&A e fundraising, inclusi i round Serie A, B e C. Growth Capital affianca scaleup internazionali per tutta la durata del fundraising e M&A, consentendo ai migliori imprenditori di sostenere la propria crescita senza smettere di concentrarsi sulla gestione della loro azienda e supporta corporate e investitori nell’individuare i deal più promettenti sul mercato.

Italian Tech Alliance – già VC Hub Italia – è l’associazione italiana del venture capital, degli investitori in innovazione (business angel, family office e corporate) e delle startup e PMI innovative italiane. È stata fondata nel 2019 dai gestori dei principali fondi di venture capital attivi in Italia e oggi conta oltre 60 soci investitori, oltre 140 tra le principali startup e imprese innovative italiane e 26 soci sostenitori. Gli investitori di Italian Tech Alliance gestiscono asset per circa 1,3 miliardi di euro e hanno investito in oltre 250 startup italiane ad alto potenziale di crescita e a forte contenuto tecnologico. Uno degli obiettivi dell’associazione è fare in modo che le imprese innovative possano dare un contributo significativo alla crescita del nostro Paese, anche attraverso una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana sui temi dell’innovazione e dello sviluppo.

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