Il 17 luglio 2025, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato tre leggi fondamentali per il settore cripto del paese, fortemente spinte dai repubblicani. Il GENIUS Act è la prima grande legge federale sulle criptovalute a diventare effettiva, istituisce un quadro normativo completo per l’emissione e la gestione delle stablecoin (le criptovalute con valore ancorato ad una moneta fiat) nel settore privato, definendole ufficialmente dei metodi di pagamento, ed è stata firmata dal presidente Trump il giorno successivo. Il CLARITY Act fornisce invece chiarezza sulla classificazione degli asset digitali, esonerando la maggior parte delle criptovalute dal controllo della SEC a favore della CFTC, e passa ora al Senato. Nonostante qualche critica, entrambe queste leggi sono state votate positivamente anche da un buon numero di democratici, segnalando un raro consenso bipartisan. Infine, l’Anti-CBDC Surveillance State Act vieta l’emissione di una valuta digitale da parte della banca centrale (definita appunto CDBC, Central Bank Digital Currency), ed è anch’esso passato al Senato.
L’approvazione di queste nuove leggi sulle criptovalute negli Stati Uniti segna un punto di svolta per l’intero settore. È l’opinione di Christian Miccoli, CEO e founder di Conio, che sottolinea come la mossa statunitense legittimi in modo decisivo l’innovazione in ambito cripto, portandola al centro della competizione sul futuro del sistema finanziario globale.
“La più grande economia mondiale ha scelto di puntare con forza sul settore” afferma Miccoli. “Siamo ancora all’inizio. E’ presto per poter dire come si evolverà la situazione, ma è inevitabile che ci saranno degli operatori che riusciranno ad assumere una posizione dominante, sulla falsariga di colossi come Google ed Amazon nei loro settori.” L’Europa non può permettersi di rimanere a guardare: “Questa è una sfida che l’Europa deve assolutamente raccogliere. L’unico modo per proteggerci ed essere competitivi nei confronti dei colossi americani è puntare sull’innovazione.”
“Stiamo assistendo ad una rivoluzione che potrebbe ridefinire il tessuto del sistema finanziario e bancario. Naturalmente, quando si parla di novità così grandi è impossibile riuscire a prevedere in anticipo la soluzione vincente,” conclude Miccoli “l’importante è avere come obiettivo lo sviluppo di un modello che promuova l’innovazione europea a livello mondiale.“