NEL 2025 IL LIFE SCIENCE HA RACCOLTO 414,1 MILIONI DI EURO

Complessivamente stabile il numero delle imprese innovative (1591) ma nel secondo semestre 2025 rallentano le nuove startup 

Il confronto con la Francia evidenzia il gap verso l’Italia: a fronte di un rapporto di circa 1,7 tra imprese innovative francesi e italiane (2.738 vs 1.591), l’ecosistema francese raccoglie oltre 5 volte i capitali rispetto a quelle italiane

Consegnato il premio I Protagonisti dell’innovazione 2026 a 10 innovatori, tra cui Luigi Naldini (direttore del SR-Tiget) e Arsela Prelaj, oncologa e ricercatrice dell’Istituto Nazionale Tumori

Milano, 5 maggio 2026 – 414,1 milioni raccolti complessivamente dalle imprese innovative del settore Life Science nel 2025, di cui quasi il 70% riconducibili al secondo semestre; 1.591 le imprese innovative censite tra il 2020 e il 2025, pari all’11,8% dell’intero ecosistema italiano dell’innovazione, di cui 1.229 startup e 362 PMI innovative. Alla forte crescita dei capitali non corrisponde però un aumento proporzionale del numero di nuove startup: nel secondo semestre 2025 le nuove startup Life Science sono 131, sostanzialmente stabili rispetto al secondo semestre 2024, evidenziando una fase di maggiore maturità e selezione dell’ecosistema. Cresce invece in modo significativo il peso dell’AI, che raggiunge il 39,7% delle nuove startup Life Science nel semestre, confermandosi uno dei principali abilitatori tecnologici del comparto. Questo il Quadro che emerge dalla quinta edizione di LISTUP, l’Osservatorio semestrale promosso da Indicon Società Benefit, in collaborazione con Italian Tech Alliance, InnovUp e Growth Capital, dedicato all’ecosistema italiano delle startup e PMI innovative attive nel settore delle scienze della vita.

La nuova edizione, relativa al secondo semestre 2025, è stata presentata oggi a Milano nel Corso di un incontro al quale hanno partecipato Giorgio Ciron (Direttore Generale, InnovUp), Alessandro Fermi (Assessore all’Università, Ricerca, Innovazione di Regione Lombardia); Elena Paola Lanati (CEO, Indicon), Mario Melazzini (Direttore Generale del Welfare, Regione Lombardia), Fabio Mondini de Focatiis (Founding Partner, Growth Capital), Emanuele Monti (Presidente IX Commissione Permanente – Sostenibilità Sociale, Casa e Famiglia, Regione Lombardia), Maria Cristina Porta (Direttore Generale, Fondazione Enea Tech e Biomedical), Davide Turco (Presidente, Italian Tech Alliance), Flavio Villani (Direttore, UOC Neurofisiopatologia e Centro Regionale per l’Epilessia e Vicepresidente LICE).

“LISTUP, giunto alla quinta edizione, restituisce la fotografia di un settore Life Science che continua a rappresentare circa il 12% dell’ecosistema italiano dell’innovazione, commenta Elena Paola Lanati, CEO di Indicon Società Benefit. La notizia positiva è che il funding nel comparto è in forte crescita rispetto al 2024, arrivando a quasi 420 milioni di euro nel 2025. In questa edizione abbiamo voluto affiancare all’analisi italiana anche un confronto con la Francia: il mercato francese conta circa il 70% di imprese innovative Life Science in più rispetto all’Italia, ma raccoglie oltre cinque volte i capitali, con una raccolta media per impresa circa tre volte superiore a quella italiana. È un dato che evidenzia il potenziale ancora inespresso del nostro ecosistema e che può rappresentare uno stimolo importante per orientare le scelte future a sostegno dell’innovazione nel settore. Abbiamo inoltre scelto di presentare i risultati di LISTUP insieme al Premio I Protagonisti dell’Innovazione, giunto alla sua seconda edizione e prodotto da Innlifes, proprio per dare visibilità all’eccellenza italiana nella ricerca, nell’impresa e negli investimenti Life Science, e per mostrare il potenziale del settore nel contribuire alla competitività del Paese”.

Lo scenario generale delle imprese innovative Life Science

I dati LISTUP confermano il ruolo strategico del Life Science all’interno dell’ecosistema dell’innovazione italiano, pur in un contesto di transizione regolatoria legato all’entrata in vigore del DDL Concorrenza. Nel periodo 2020-2025 le imprese innovative Life Science sono 1.591, pari all’11,8% del totale nazionale. Nel secondo semestre 2025 il settore rappresenta l’11,2% del totale, con 166 nuove realtà censite. L’impatto della nuova normativa risulta più contenuto per le Life Science rispetto al complesso delle imprese innovative: il settore ha registrato una contrazione del 9,5% rispetto all’11,7% del totale. In particolare, le PMI innovative Life Science mostrano una maggiore stabilità, con una riduzione del 4%, mentre le startup Life Science segnano un calo dell’11%. La Lombardia si conferma come il principale ecosistema nazionale per le imprese innovative Life Science, con il 28,3% delle realtà attive – con Milano che si conferma il primo hub, con una quota del 21,7% – seguita da Lazio e Campania.

Startup e PMI: più capitali, ma nuove startup stabili – Nel secondo semestre 2025 le nuove startup Life Science sono 131, un dato sostanzialmente stabile rispetto alle 132 registrate nell’H2 2024 e in miglior tenuta rispetto al totale delle startup innovative, in calo del 2,1%. Il dato assume particolare rilevanza se letto insieme alla dinamica degli investimenti: mentre il numero di nuove startup non cresce, i capitali raccolti nel settore aumentano in modo significativo, segnalando una progressiva concentrazione delle risorse su realtà più strutturate, con pipeline avanzate, maggiore solidità tecnologica e più elevato potenziale di scalabilità.

Tra le startup Life Science, Digital Health si conferma la categoria dominante, con il 48,9% delle nuove realtà nel secondo semestre 2025. L’Intelligenza Artificiale raggiunge il 39,7% delle nuove startup Life Science del semestre, confermandosi il principale abilitatore tecnologico, mentre la telemedicina cresce del 63,6% rispetto all’H2 2024, con 18 nuove startup. Le PMI innovative Life Science sono invece 362 nel periodo 2020-2025 e pesano per il 14,6% sul totale delle PMI innovative italiane. Nel secondo semestre 2025 il segmento registra 35 nuove PMI Life Science, con una concentrazione in Lombardia pari al 31,4% e Milano che arriva al 28,6% del totale. Anche tra le PMI, Digital Health e MedTech rappresentano le aree principali, con il 37,1% e il 25,7% delle nuove realtà nel semestre.

Sul fronte ESG e governance, il Life Science continua a distinguersi per una maggiore presenza femminile rispetto alla media: nel secondo semestre 2025 le imprese innovative Life Science con governance a prevalenza femminile sono il 17,1%, contro l’11,3% del totale. Cresce anche la governance giovanile nel settore, pari al 14,9% nell’H2 2025 rispetto al 10,7% del totale.

Investimenti: più capitali, ma concentrati su meno realtà ad alto potenziale – Sul fronte dei finanziamenti, il Life Science si conferma tra i comparti più attrattivi per il venture capital italiano. Nel 2025 le startup e PMI innovative Life Science hanno raccolto 414,1 milioni di euro in 56 round, il valore più alto del periodo osservato. Nel secondo semestre 2025 la raccolta ha raggiunto 279,5 milioni di euro in 28 round, con una crescita del 135% rispetto ai 118,7 milioni raccolti nell’H2 2024 e un peso pari a circa il 67,5% del totale annuo. Cresce anche il valore medio dei round: nel 2025 la raccolta media sale a 7,4 milioni di euro, rispetto ai 4,9 milioni del 2024; nel solo secondo semestre 2025 il valore medio si attesta intorno ai 10 milioni di euro per round, più del doppio rispetto ai circa 4 milioni dell’H2 2024. La dinamica evidenzia un passaggio importante per l’ecosistema: il numero di nuove startup Life Science resta sostanzialmente stabile, ma aumentano in modo marcato i capitali investiti, indicando una maggiore selezione da parte degli investitori e una concentrazione delle risorse sulle realtà percepite come più mature e scalabili.

La raccolta è trainata soprattutto dal Biotech/Pharma, che nel secondo semestre 2025 assorbe il 91% dei capitali, pari a 254 milioni di euro. Nel 2025 il Biotech/Pharma raccoglie complessivamente 316 milioni di euro, pari al 76,3% del totale. I primi cinque round per ammontare rappresentano l’85% del capitale raccolto nell’H2 2025, confermando la concentrazione degli investimenti su aziende con forte componente tecnologica, pipeline avanzate e proprietà intellettuale. Il report evidenzia così un divario strutturale tra la crescita imprenditoriale, guidata soprattutto dalla Digital Health, e la destinazione dei capitali, ancora fortemente orientata verso Biotech e Pharma: nel secondo semestre 2025 il Digital Health rappresenta infatti il 46,4% delle nuove imprese Life Science, ma attrae il 6% degli investimenti complessivi del semestre.

Digital Health, AI e telemedicina guidano i nuovi trend – La categoria Digital Health consolida la propria centralità: nel periodo 2020-2025 rappresenta il 40,6% delle imprese innovative Life Science e nel secondo semestre 2025 sale al 46,4%. Seguono Healthcare Products/Services, al 23,5% nell’H2 2025, MedTech, al 19,9%, e Biotech/Pharma, al 10,2%. L’Intelligenza Artificiale si conferma uno dei principali driver tecnologici del comparto. Le imprese innovative Life Science – startup e Pmi – basate su AI rappresentano il 38% delle nuove realtà del secondo semestre 2025, rispetto al 28,5% del periodo 2020-2025. Cresce anche la telemedicina, che passa dal 13% del periodo 2020-2025 al 14,5% nell’H2 2025, con 24 nuove imprese nel semestre. Il settore conferma inoltre una forte componente di ricerca: nel periodo 2020-2025 le imprese Life Science mostrano una maggiore incidenza di brevetti e software registrati rispetto al totale delle imprese innovative, con il 31,3% contro il 27,4%. 

Il confronto con la Francia: Italia più piccola, ma con ampi margini di crescita – Per la prima volta LISTUP include anche un confronto con l’ecosistema HealthTech francese, che consente di leggere il posizionamento dell’Italia in una prospettiva europea. In Francia sono censite 2.738 imprese innovative HealthTech, contro le 1.591 realtà in Italia nel periodo 2020-2025. Il divario è ancora più evidente sul fronte dei capitali: l’equity raised in Francia raggiunge 2,3 miliardi di euro, rispetto ai 414 milioni mappati in Italia nel 2025. Il confronto mette in luce l’esistenza di un potenziale di crescita significativo per l’ecosistema italiano, che dispone di competenze scientifiche e tecnologiche di alto livello ma deve rafforzare ulteriormente la capacità di attrarre capitali, sostenere la crescita dimensionale delle imprese e accompagnare le startup nella fase di scale-up. Emergono anche differenze nella specializzazione dei due ecosistemi: in Italia prevale il Digital Health, che rappresenta quasi la metà delle nuove imprese Life Science nel 2025, mentre in Francia il comparto più rilevante è il MedTech. 

Nel corso dell’evento sono stati inoltre assegnati i riconoscimenti del Premio Protagonisti dell’Innovazione 2026, promosso da Indicon per valorizzare persone, startup, investitori, organizzazioni e iniziative che stanno contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’innovazione nel settore Life Science. Per la categoria Innovatore, il Premio dei Lettori è andato ad Arsela Prelaj, oncologa e ricercatrice dell’Istituto Nazionale Tumori, Matteo Della Porta, responsabile dell’Unità Leucemie dell’Istituto Clinico Humanitas, e Silvia G. Priori, direttrice dell’Unità di Cardiologia Molecolare dell’IRCCS Maugeri di Pavia; il Premio della Giuria è stato assegnato a Luigi Naldini, direttore dell’SR-Tiget. Nella categoria Startup, i lettori hanno premiato RoseBio, NanoPhoria Bioscience e Postbiotica, mentre la Giuria ha scelto BetaGlue. Per la categoria Market Players, il Premio dei Lettori è stato attribuito ad Anna Giulia Amman per IKIGAI, Maria Cristina Odasso per LIFTT e Lucio Rovati per Rottapharm Biotech; il Premio della Giuria è andato a Pietro Puglisi per Claris Ventures. Nella categoria ESG, sono stati premiati dai lettori Donne Leader in Sanità – LEADS, Human Technopole e Annamaria Tartaglia, mentre la Giuria ha riconosciuto Sofinnova Partners. Infine, per la categoria Innovazione in Neurologia, il Premio dei Lettori è stato assegnato a Laura Tassi dell’Ospedale Niguarda, Ferdinando Squitieri, direttore scientifico di LIRH, ed Elena Cattaneo dell’Università degli Studi di Milano; il Premio della Giuria è andato a Laura Cancedda di IAMA Therapeutics e IIT di Genova.

Indicon Società Benefit

Indicon Società Benefit nasce con l’obiettivo di accelerare e sostenere lo sviluppo dell’ecosistema di innovazione nel settore Life Science, fungendo da catalizzatore per la creazione di un ambiente favorevole all’innovazione. Indicon è la prima consulting firm focalizzata sull’innovazione in Life Science, con competenze di business, marketing e go-to-market strategy. Sviluppa progetti di consulenza per startup, venture capital e corporate, oltre a progetti di ricerca come l’osservatorio LISTUP e il DTx Monitoring, l’osservatorio sulle terapie digitali.

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