Accordo Akka-Y Combinator: così si potrà investire nelle nuove Airbnb
Da oggi anche i piccoli investitori italiani potranno allocare i propri capitali nelle startup selezionate dal miglior acceleratore del mondo. La fintech Akka infatti ha stretto un importante accordo strategico con Y Combinator, l’hub nato a San Francisco e per lungo tempo guidato da Sam Altman, fondatore di OpenAI e padre del popolare chatbot ChatGPT.
Da quasi due decenni Y Combinator opera come filtro definitivo della Silicon Valley, sostenendo attivamente la crescita di futuri colossi come Airbnb, Dropbox, Coinbase, Twitch e Reddit. Tutte realtà che hanno superato l’ardua selezione iniziale: meno dell’1% delle candidature inviate viene accettato. Delle oltre 5 mila aziende che hanno partecipato al programma, più di 100 sono diventati unicorni (startup con valutazione superiore al miliardo di dollari, ndr). E, grazie ad Akka, per la prima volta nella sua storia questo ecosistema sarà aperto agli investitori privati europei. L’intesa è l’ennesimo riconoscimento internazionale ricevuto dal modello rivoluzionario del club d’investimento fondato in Francia da Thomas Rebaud, già co-fondatore dell’ex unicorno Meero, e portato in Italia dall’investitore e imprenditore seriale Nicolas Nati.
Fino al 30 marzo Akka apre l’accesso a Y Combinator per i nuovi investitori. Un’opportunità che va inquadrata nel più ampio percorso di democratizzazione del settore del venture capital, iniziato nel 2024 con l’apertura ai piccoli investitori privati attraverso membership d’ingresso a partire da soli 39 euro al mese, l’individuazione di opportunità potenzialmente lucrative, negoziazione di termini esclusivi e gestione strutturata dei portafogli. E un ticket minimo di 300 euro per ciascun investimento. Ad oggi sono migliaia gli iscritti attivi che imparano, condividono e sostengono collettivamente la prossima generazione di aziende tecnologiche. Finora sono 25 le aziende in Europa e negli Stati Uniti che hanno beneficiato del modello di Akka. Il suo portafoglio include leader mondiali come Anthropic, Perplexity o Epic Games, e nuovi promettenti talenti tecnologici come Mega.ai, Rhyde o Orbital Paradigm.
Ma perché Y Combinator, e perché proprio ora? A rispondere è Nicolas Nati (Foto in alto), ora alla guida della community di Akka in Italia: «Abbiamo capito che, per offrire il miglior percorso possibile agli investitori europei, dovevamo accedere all’unico acceleratore che ha originato il 20% di tutti gli unicorni americani. Abbiamo lavorato per due anni per raggiungere questo traguardo e siamo incredibilmente orgogliosi di poter dire che è finalmente realtà. La missione di Akka è sempre stata quella di aprire porte storicamente chiuse agli investitori individuali. L’accesso a Y Combinator rappresenta il traguardo più importante di questo percorso finora. Porta i nostri membri attuali e futuri all’interno dell’ecosistema con le migliori performance al mondo».