La Space Economy esce dai confini tradizionali dell’industria aerospaziale e incontra manifattura, alimentazione, salute, agricoltura, finanza e nuove tecnologie. È questo il filo conduttore della prima edizione di BEX – Beyond Exploration Expo, in programma dal 23 al 25 settembre 2026 al Rimini Expo Centre.
Organizzata da Italian Exhibition Group (IEG), la nuova expo-conference nasce con l’obiettivo di creare un punto d’incontro tra aziende della filiera spaziale e imprese appartenenti a settori apparentemente molto distanti. Al centro non c’è soltanto lo spazio come destinazione, ma soprattutto lo scambio di tecnologie e competenze tra applicazioni terrestri e attività oltre l’atmosfera.
Un mercato globale verso i 1.800 miliardi di dollari
La dimensione economica del fenomeno spiega l’interesse crescente delle imprese. Secondo i dati riportati dagli organizzatori, il mercato globale dello spazio vale attualmente tra 550 e 600 miliardi di dollari all’anno, mentre le proiezioni internazionali indicano la possibilità di raggiungere quota 1.800 miliardi di dollari entro il 2035.
L’Italia occupa una posizione significativa all’interno di questo scenario. La filiera aerospaziale nazionale viene valutata in 21,4 miliardi di euro e la componente specificamente spaziale avrebbe registrato una crescita del 63% nell’arco di tre anni.
Esiste però ancora un notevole spazio di sviluppo nel rapporto con le industrie tradizionali. Solo il 10% delle grandi aziende italiane appartenenti ad altri comparti avrebbe infatti già avviato progetti collegati alle tecnologie spaziali, mentre il 55% considera lo spazio un’interessante opportunità di diversificazione.
A Rimini grandi protagonisti dell’industria spaziale
BEX prova quindi a trasformare questa potenzialità in collaborazioni industriali concrete. Tra i partner della filiera spaziale figurano Leonardo, Thales Alenia Space, Telespazio, OHB Italia, Argotec, ALTEC, Planetek Italia e D-Orbit.
Accanto a loro saranno presenti realtà provenienti da mondi differenti, tra cui Dallara, Spacewear, GVM, Gruppo Hera, Legor, BTT Impianti, Technogym, Formula Medicine ed Electrolux Professional, oltre ad Artisia by Barilla. Partecipano inoltre EY e NTT DATA Italia.
La contaminazione tra competenze rappresenta uno degli elementi caratterizzanti dell’evento. Materiali sviluppati per condizioni estreme, alimentazione, preparazione fisica, sensoristica, gestione dei dati, intelligenza artificiale e manifattura avanzata possono infatti trovare applicazioni tanto nello spazio quanto sulla Terra.
La Casa dell’Astronauta
Una delle novità della manifestazione sarà la Casa dell’Astronauta, percorso immersivo progettato per raccontare cosa significa vivere e lavorare lontano dalla Terra.
L’esperienza è suddivisa in quattro aree. The Human Factor affronta la preparazione fisica e mentale degli astronauti; The Wearable Habitat è dedicata a tute e tessuti tecnici; The Mission Lab guarda alla ricerca in condizioni di microgravità; The Orbital Harvest esplora invece il tema della produzione alimentare in ambienti estremi.
Nell’area dedicata all’abbigliamento tecnico Spacewear presenterà anche le tute indossate dal colonnello Walter Villadei, astronauta dell’Aeronautica Militare e Ambassador di BEX.
Il BEX Vision Summit apre il confronto
L’inaugurazione è prevista il 23 settembre alle ore 12 sul Main Stage della Hall C1, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, dell’Agenzia Spaziale Italiana, dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare.
Alle 14.30 sarà invece il momento del BEX Vision Summit, dedicato alle prospettive industriali della Space Economy. Al confronto parteciperanno rappresentanti del mondo istituzionale e industriale, tra cui il CEO di IEG Corrado Peraboni, gli europarlamentari Elena Donazzan e Giorgio Gori, Walter Villadei e manager di Leonardo, Thales Alenia Space, Axiom Space, ALTEC e Gruppo Barilla.
Dalla manifattura all’agricoltura
Il programma dei tre giorni mostra quanto sia ormai esteso il perimetro della Space Economy. Una sessione sarà dedicata alla manifattura avanzata per lo spazio, con particolare attenzione alla certificazione e alla produzione in orbita.
La Space Finance Arena affronterà invece il problema del finanziamento e della scalabilità dei progetti spaziali, coinvolgendo investitori e operatori finanziari.
Ampio spazio sarà riservato anche alle applicazioni terrestri: dall’urban farming studiato da ENEA al telerilevamento applicato all’agricoltura, passando per fisiologia, farmaceutica, materiali indossabili e preparazione psicofisica.
Un hackathon per oltre 60 giovani
BEX guarda anche alle nuove generazioni attraverso un hackathon promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana insieme ad ALTEC. Più di 60 studenti e neolaureati italiani e internazionali lavoreranno per tre giorni su dati satellitari, nuovi modelli di business e possibili applicazioni terrestri.
Startup, università e centri di ricerca saranno inoltre protagonisti dell’Open Innovation District, realizzato con EY come main partner. Lo spazio favorirà il confronto tra innovatori, aziende e investitori e consentirà anche di richiedere incontri con ESA nell’ambito del programma INCUBED.
Il 24 settembre arriverà inoltre un nuovo strumento per comprendere la forza tecnologica italiana: Unioncamere-Dintec presenterà una mappatura dell’innovazione aerospaziale nazionale basata sui brevetti europei, analizzati per tecnologia, territorio e tipologia di soggetto titolare.
Lo spazio diventa un laboratorio per l’industria
La prima edizione di BEX evidenzia soprattutto un cambiamento nel modo di interpretare la Space Economy. Lo spazio non rappresenta più esclusivamente un settore riservato a satelliti, lanciatori e grandi programmi istituzionali.
Tecnologie nate per risolvere problemi estremi possono essere trasferite alle imprese terrestri e, allo stesso tempo, competenze sviluppate nell’automotive, nell’alimentare, nella medicina, nel tessile o nello sport possono diventare utili alle future missioni spaziali.
Dal 23 al 25 settembre Rimini proverà quindi a diventare il luogo nel quale questi due mondi si incontrano. Ed è proprio dalla convergenza tra spazio e industria terrestre che potrebbe nascere una delle nuove frontiere della crescita tecnologica italiana.