Akka chiude il 2025 superando i 10 milioni investiti

Mancano ancora pochi giorni e per Akka si chiuderà un 2025 da record. Il club d’investimento fondato da Giorgio Chiellini, Nicolas Nati e Thomas Rebaud ha infatti tracciato un bilancio dei suoi sforzi per rivoluzionare il mondo del venture capital europeo e i numeri emersi sono impressionanti.

Akka in cifre. La fintech paneuropea chiude l’anno con oltre 2.500 membri in tutto il continente, mille dei quali sono in Italia. Il resto della community è attiva in Spagna e nei paesi nordici. Da gennaio sono stati conclusi tredici investimenti che hanno portato il totale delle risorse allocate dal club a 12 milioni di euro. Tutte aziende che hanno superato il rigido processo di selezione previsto da Akka: ogni mese infatti sono tra le 200 e le 300 le startup che tentano di entrare in portafoglio, ma ne viene scelta solo una ogni tre settimane. Un concetto ribadito con orgoglio in ognuno dei dieci eventi fisici e nelle venti ore di live e webinar del 2025. 

Le novità. Negli ultimi dodici mesi Akka ha ribadito la volontà di entrare nei capitali soprattutto di startup tecnologiche early stage (che hanno almeno un prototipo della loro invenzione e stanno validando il modello di business) o pre-IPO (quelle che stanno per entrare in Borsa). Inoltre è stata lanciata un’applicazione dalle molteplici funzionalità. La più interessante è l’Akkademy, corsi di formazione condotti da esperti su tutto ciò che concerne gli investimenti a rischio, dall’analisi dei deal alla gestione del portafoglio. Informazioni essenziali per investimenti davvero consapevoli in asset ad alto rischio. La piattaforma però contiene anche un programma di eventi di networking, afterwork e gruppi privati utili a incrementare la propria conoscenza del settore. Considerata inoltre la grande domanda per entrare a far parte della fintech, è stata aumentata la frequenza delle finestre di iscrizione. 
Il commento. «Democratizzare l’acceso a un settore che nasce per essere ad appannaggio solo di pochi eletti è una sfida che stiamo vincendo giorno dopo giorno – afferma Nicolas Nati, general manager di Akka e ceo del ramo italiano –. Prima di noi era impossibile immaginare un comune risparmiatore accedere a opportunità di investimento tanto esclusive. Molto hanno fatto in questo senso le piattaforme di crowdfunding, da cui però noi ci differenziamo per un coinvolgimento diretto nell’affare. Ma in un paese dalla scarsa alfabetizzazione finanziaria come l’Italia è imprescindibile per noi mettere al centro la formazione di ciascun membro affinché possa essere messo nella condizione di prendere decisioni consapevoli quando amministra il proprio denaro».

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