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ProntoPro.it: una success story

Oggi abbiamo intervistato i fondatori di una start-up di successo, ProntoPro.it, vincitrice della menzione speciale di TIM #Wcap Accelerator di Milano. Marco Ogliengo e Silvia Wang ci riveleranno più nel dettaglio la storia di una piattaforma di servizi dove professionisti qualificati entrano in contatto con clienti sul territorio italiano.

 

Com’è nato ProntoPro.it? Che cosa vi ha spinto a creare questo servizio?

 

ProntoPro.it è nato otto mesi fa, quando i suoi fondatori hanno abbandonato il loro lavoro all’estero per tornare in Italia. L’idea di creare ProntoPro.it nasce da un bisogno del mercato che abbiamo vissuto tutti sulla nostra pelle: il bisogno di trovare il giusto professionista in modo semplice e veloce. Come ad esempio trovare un imbianchino, un buon fotografo o cercare qualcuno che ti dia delle ripetizioni per un esame universitario. In tutte queste occasioni la ricerca del professionista è insidiosa, poiché è quasi impossibile avere informazioni sull’effettiva qualità dei servizi. ProntoPro.it vuole colmare questa inefficienza, mettendo a disposizione una piattaforma utile a mettere in contatto i clienti con i professionisti migliori, scelti attraverso un sistema meritocratico e trasparente.

 


Qual è stata la più grande difficoltà all’inizio?

 

Senza dubbio è stato difficile trovare le persone giuste e creare un team forte ed affiatato. Si tratta di un processo lungo e delicato, importantissimo per gettare basi solide e lungimiranti.


Qual è la soddisfazione più grande che avete raggiunto?

 

Abbiamo costruito una squadra di 15 persone, capaci di far crescere ProntoPro.it del 30% ogni mese, lavorando tutti i giorni fianco a fianco per migliorare la società e mettere a frutto le nostre passioni.


Quanto è utile essere curiosi nel lavoro d’imprenditore?

 

Moltissimo, poiché la curiosità è alla base della nascita di una start up: senza di essa mancherebbe qualsiasi spinta propulsiva.


Come definirebbe la turbolenza del mercato immobiliare degli ultimi anni? Quali sono le sue prospettive future?

 

Si tratta di un trend in linea con l’andamento generale dell’economia italiana. Fortunatamente il mercato si sta già riprendendo: la detrazione fiscale per le ristrutturazioni ha aiutato il settore immobiliare e le prospettive future sono molto positive.


Dove sarà ProntoPro.it fra 5 anni? 

 

ProntoPro.it sarà un modello per i network di servizi in Italia e nel mondo.
Un futuro radioso attende ProntoPro.it: la necessità crescente di connettere efficacemente clienti, liberi professionisti ed esperti del settore è foriera di nuove opportunità di lavoro, maggiori possibilità di collaborare insieme e comporta un generale innalzamento del livello qualitativo del mercato.  

Ricerca senza confini, innovatori friulani a Klagenfurt per una notte tra scienza e spettacolo

Friuli Innovazione ha partecipato all’edizione carinziana della Lunga notte della ricerca. E’ il primo centro di ricerca italiano ad essere invitato ad un evento di questa portata in Carinzia.

 Una delegazione di start-up friulane, insediate al Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli, ha partecipato in qualità di “special guest” alla Lunga notte della ricerca (Lange Nacht der Forschung) di Klagenfurt. L’iniziativa, organizzata a livello nazionale in contemporanea con le principali città austriache, si è svolta nella serata di ieri, venerdì 4 aprile, nei campus di Lakeside Science&Technology Park e dell’Università di Klagenfurt.

La partecipazione alla Lange Nacht riflette l’impegno di Friuli Innovazione nel costituire, assieme ad organizzazioni partner in Austria e Slovenia, un ecosistema di ricerca e innovazione realmente privo di confini. E il fatto di essere stato il primo centro di ricerca italiano ad essere invitato ad un evento di queste dimensioni, in Carinzia, ne è la conferma. “Le grandi sfide vanno affrontate assieme,” – commenta Martin Krch, Project Manager di Lakeside Park e coordinatore della Lange Nacht di Klagenfurt – “per noi, avere stasera Friuli Innovazione ad un evento pubblico di questa portata, significa dare un segnale concreto di come sia possibile fare innovazione a livello transfrontaliero, per stimolare l’economia locale nelle singole regioni, ma anche aumentarne la visibilità a livello internazionale.”

L’affluenza di pubblico alla Lange Nacht carinziana è stata quella delle grandi occasioni. Tantissimi i giovani e i bambini che hanno visitato gli oltre 70 stand presenti, 5 dei quali dedicati a Friuli Innovazione e alle start-up del Parco scientifico di Udine, per scoprire la scienza attraverso esperimenti, giochi e spettacoli. Luciano Moro, imprenditore udinese appena trentenne, ha partecipato all’evento con la sua start-up Geko Engineering, che sta sviluppando, assieme al dipartimento DISA dell’Università di Udine, una app che può offrire maggiore sicurezza a chi lavora in condizioni di rischio, monitorando ed identificando possibili situazioni di pericolo. “Questo evento è un’ottima occasione non solo per spiegare la nostra tecnologia ad un pubblico vasto ed eterogeneo, ma anche per fare rete con imprenditori e ricercatori austriaci” – racconta Luciano – “nella nostra regione i confini ormai non esistono più, per me l’innovazione tecnologica non può prescindere da un’ottica di stretta collaborazione con i nostri vicini austriaci e anche sloveni”.

La partecipazione alla Lunga notte della ricerca di Klagenfurt è stata organizzata nell’ambito del progetto europeo INCO-NET, una delle iniziative transfrontaliere promosse da Friuli Innovazione. Co-finanziato dal programma Interreg IV Italia-Austria, il progetto mette in rete imprese innovative italiane e austriache. Per partecipare al progetto visita il sito www.inco-net.eu.

Al via la prima edizione del premio FerrariAwards

Le iscrizioni al concorso per la selezione di idee imprenditoriali innovative FerrariAwards si
sono aperte questa settimana, dopo la conferenza stampa tenutasi nella sede del Parco
dei Colli Euganei, a Este (PD).
Le iscrizioni, aperte fino al 9 maggio prossimo, potranno essere effettuate attraverso il sito
web dell’iniziativa: www.ferrariawards.com. In palio, per le idee che saranno premiate,
l’equivalente di 30 mila euro in servizi all’impresa.
Spiega Stefano Penzo, direttore marketing della società Consulting&Software e uno degli
ideatori del concorso, “il principale obiettivo della nostra iniziativa è garantire ad ogni idea
che verrà premiata tutti gli strumenti necessari per trasformarsi in un business vincente”.
Il FerrariAwards, infatti, è un’iniziativa volta a favorire concretamente lo sviluppo e la
crescita di idee imprenditoriali, attraverso un supporto consulenziale che sia affiancherà a
quello logistico. Questo supporto permetterà ai nuovi imprenditori di concentrarsi sulla
realizzazione del loro programma, senza essere frenati da problemi organizzativi,
burocratici o amministrativi, che troppo spesso sottraggono grandi energie al progetto.
Una startup è un progetto innovativo, rischioso: è un sogno personale che prova a
rispondere a un bisogno collettivo; se trova un mercato, può diventare una azienda. Ma
un’idea innovativa e un garage non bastano, ci vogliono solide competenze manageriali.
Aggiunge Penzo: “Business plan, rapporti con le banche, regole fiscali, analisi di mercato,
sono attività complesse. Anche sfruttare le opportunità della legge 221/2012 per le start-up
innovative non è sempre così semplice”
Il premio Ferrariawards ha ottenuto il patrocinio e la collaborazione dell’ente Regionale
Parco dei Colli Euganei e di altre organizzazioni locali; l’iniziativa inoltre è un progetto
inserito e riconosciuto dalla Carta Europea del Turismo Sostenibile.
Il premio è intitolato alla memoria di Diego Ferrari, socio coofondatore della società C&S,
prematuramente scomparso nel 2007.

Startup, 110 mln di investimenti nel 2013: “un’opportunità per i neolaureati”

Infografica Unicusano StartUp
Infografica a cura della Facoltà di Economia dell’università online Unicusano

Dal punto di vista della cultura imprenditoriale, l’Italia diventa sempre più competitiva. Insieme a Stati Uniti, Inghilterra e Germania, il Belpaese si inserisce tra le più importanti realtà al mondo per l’impegno profuso verso la creazione di un ecosistema startup. Stando ai dati ufficiali dell’associazione Italia Start-Up e delle Camere di Commercio d’Italia, nel 2013 oltre 110 milioni di euro sono stati investiti nel settore e 1.554 società italiane si sono iscritte alla sezione startup innovative del Registro delle Imprese. Numeri senz’altro destinati a crescere nel 2014, così come le opportunità occupazionali per i neolaureati.

Per trasmettere la consapevolezza dell’enorme potenziale offerto dalle startup ai giovani, la Facoltà di Economia dell’Università “Niccolò Cusano” ha realizzato un’infografica che per la prima volta illustra dati, fasi di vita, fonti di finanziamento, protagonisti ed enti coinvolti nella nascita di queste nuove realtà imprenditoriali e nello sviluppo di una cultura “startup oriented”.

Nascendo da quella voglia di cambiamento e di innovazione, di mettersi in gioco e di rischiare che caratterizza i giovani imprenditori italiani, le startup, secondo quanto illustra l’infografica, trovano applicazione per lo più nei settori del web (49%), dell’ICT (21%), dei servizi (19%), dell’elettronica e dei prodotti di consumo.

I soci fondatori sono solitamente tre, hanno in media 30 anni, il 48% di loro vive al Nord ed il 52% è in possesso di una laurea di primo livello. Nell’80% dei casi gli startupper italiani hanno avuto precedenti esperienze nell’ambito del lavoro dipendente, ed è proprio qui che hanno conosciuto i loro soci e fatto maturare il progetto imprenditoriale.

Per far fronte alle difficoltà e al disorientamento di chi oggi volesse avviare o abbia già avviato un progetto d’impresa ad alto contenuto tecnologico, l’infografica rende noti tutti i passaggi da seguire e i soggetti da coinvolgere per ottenere i finanziamenti, generare reddito e infine portare la startup ad un exit: bootstrapping, incubatori, investitori, Stato, università, business angel, mentor, venture capitalist, acceleratori e così via.

A svolgere un ruolo decisivo nel processo di trasformazione dell’idea innovativa di business in realtà concreta sono gli incubatori, veri e propri laboratori specializzati per settore che aiutano gli imprenditori a capire come sviluppare il progetto e a verificarne la fattibilità sotto tutti i punti di vista. Società neonate come Amc Instruments, attiva nella ricerca biologica e meccatronica, Jobrapido, nota per aver realizzato il portale dedicato agli annunci di lavoro, Viamente, operante nel settore della logistica e dei trasporti e Creabilis, nel campo delle biotecnologie, ad esempio, devono il loro attuale successo all’impegno degli incubatori nel disseminare innovazione e nel contribuire allo sviluppo economico del Paese.

“Se le piccole e medie imprese italiane perdono ogni anno migliaia di posti di lavoro e faticano a restare a galla perché schiacciate da una burocrazia contorta e da una pressione fiscale ai massimi storici, le startup possono usufruire dei vantaggi fiscali previsti dal decreto Sviluppo Bis del Governo Monti. Non solo: pur rappresentando circa il 2% dell’universo produttivo italiano, le startup creano più occupazione delle imprese tradizionali per i giovani e in questo modo contribuiscono alla crescita economica” spiega lo staff dell’università telematica Unicusano.

restOpolis annuncia l’ingresso di nuovi soci

Il Team di restOpolis

Andrea Casalini e Mauro Del Rio, rispettivamente già CEO e Fondatore&Presidente di Buongiorno, Euan Lonmon, già CEO della filiale italiana di Corsica Sardinia Ferries, Giuseppe Maurizio, già CEO di Greci Industria Alimentare, sono i nuovi soci di restOpolis , servizio leader in Italia per la prenotazione online di ristoranti.

Le loro competenze nei settori del digitale (Casalini e Del Rio), del turismo (Lonmon) e della ristorazione (Maurizio) – ambiti di particolare rilievo per restOpolis – apporteranno un importante contributo alla creazione di valore e alla crescita della giovane azienda che in pochi anni di attività ha già raggiunto risultati importanti. restOpolis, infatti, ha una diffusione capillare su tutto il territorio italiano con oltre 800 ristoranti affiliati, conta più di 35.000 utilizzatori del servizio e raggiunge una base di utenti superiore a 1 milione di persone grazie alla sua rete ampia rete di partner.

restOpolis è un esempio di come la tecnologia può innovare settori tradizionali come quello della ristorazione: andare al ristorante prenotando con restOpolis è allo stesso tempo più comodo e meno costoso”, afferma Mauro Del Rio. “La società ha ottime potenzialità di crescita e potrà consolidare la sua posizione di mercato”.

“Il settore sta attraversando un’evoluzione strutturale che vede i consumatori sempre più attenti al rapporto qualità/prezzo”, spiega Giuseppe Maurizio. “Per riuscire a competere i ristoratori dovranno dotarsi di strumenti e competenze di marketing operativo. restOpolis ha colto questa esigenza e darà un impulso positivo all’intero comparto”.

Prenotare il tavolo online – infatti – è un’abitudine che si è già affermata negli USA e che sta crescendo anche in Italia, come confermano Andrea Casalini e Euan Lonmon, che hanno deciso di puntare su questo mercato complici le ottime performance finora raggiunte da restOpolis.

“Si tratta di una realtà di sicuro interesse nel panorama delle startup italiane”, dichiara Casalini. “Ha un team di prim’ordine, un modello di business convincente ed è basata su piattaforma tecnologica e su una app eccellenti e di facile utilizzo”.

“In questo momento come imprenditori siamo chiamati a sostenere proposte che creino valore e occupazione”, aggiunge Lonmon. “restOpolis risponde a queste caratteristiche e si pone come uno strumento di prenotazione all’avanguardia che può dare slancio al turismo e alla ristorazione. Il mio ruolo nei prossimi mesi sarà proprio quello di sostenerla per integrarla sempre di più al mercato dei viaggi e del booking online”.

 

Il fondatore Almir Ambeskovic

 

Informazioni sui nuovi soci

· Andrea Casalini, già CEO di Buongiorno
Al timone di Buongiorno per 13 anni, ha guidato lo sviluppo della società leader nel mercato dei contenuti a pagamento fin dalla fase di start-up. Precedentemente, è stato presidente di E.Solutions EMEA presso EDS (Europa, Medio Oriente e Africa) e ha lavorato in McKinsey and Company.

· Mauro Del Rio, Fondatore e Presidente di Buongiorno
Fondatore e Presidente di Buongiorno SpA. Ha iniziato la sua carriera professionale come ricercatore in Cefriel, dove ha conseguito un Master in IT nel 1988. Prima di fondare Buongiorno, è stato senior Strategy Manager presso Andersen Consulting (oggi Accenture), specializzandosi nella consulenza in ambito finanziario e telco. Del Rio ha lavorato anche presso Ote Telecomunicazioni – filiale italiana del Gruppo Marconi – specializzata nella ricerca e sviluppo della prima sperimentazione di tecnologia GSM.

· Euan Lonmon, già CEO della filiale italiana di Corsica Sardinia Ferries
Consulente presso Satie Consult, ha guidato la filiale italiana della Corsica Sardinia Ferries dal 1999 fino allo scorso Giugno. Sempre presso la compagnia di navigazione privata leader nei trasporti verso Corsica e Sardegna, Lonmon è stato Sales & Marketing Director. Prima ha ricoperto il ruolo di Account Executive in Mager-Maack.

· Giuseppe Maurizio, già CEO di Greci Industria Alimentare
Già numero uno di Greci Industria Alimentare, azienda attiva dal 1923 che si pone come punto di riferimento per gli operatori della Ristorazione e per il settore della gastronomia retail. Nel suo curriculum vanta esperienze in colossi del comparto alimentare e non quali Danone, Barilla e Johnson & Johnson.

Informazioni su restOpolis
restOpolis è un servizio online per la prenotazione di ristoranti, totalmente gratuito per gli utenti. Tramite il sito www.restopolis.com, gli utenti registrati accedono a informazioni e curiosità su oltre 800 ristoranti in Italia e possono prenotare un tavolo direttamente dalla piattaforma o con l’app geolocalizzata per iPhone e Android, conoscendo in tempo reale la disponibilità dei posti senza necessità di ulteriore conferma da parte del ristorante. La piattaforma è anche uno strumento di promozione per i ristoratori per ampliare il numero dei potenziali clienti.

Flipit sbarca in Italia; intervista al team italiano

Maria Rosaria Di Lecce, italiana,24 anni,vive in Olanda da un paio di anni. Insieme ad altri 3 ragazzi ,di età compresa fra i 24 e i 26 anni, si sta occupando dello sbarco in Italia di Flipit.com, un sito di risparmio e raccolta coupon sconto da utilizzare presso i webshop.
La startup ha base in Olanda ed ha già varie versioni in altri paesi. Maria Rosaria e i suoi 3 colleghi si occupano in modo specifico dello sviluppo della startup sul territorio Italiano.

Ci spieghi intanto come fa una ragazza così giovane a lavorare in una startup internazionale e per giunta in Olanda? Insomma, raccontaci l’antefatto.
Devo dire che è iniziato tutto per caso e la strada per arrivare a questo lavoro è stata tortuosa!
Due anni fa ho terminato gli studi in Italia e avendo studiato traduzione e interpretariato, andare all’estero in cerca di opportunità migliori era già parte dei miei piani. Mesi prima di prenotare il volo ho casualmente incontrato un ragazzo olandese, che è diventato in seguito il mio ragazzo… da lì, spirito di avventura, coraggio, amore e voglia di cambiare aria, mi hanno portato a prenotato un biglietto per i Paesi Bassi. Una volta arrivata qui non è stato semplice adattarmi, imparare la lingua, cercare lavoro e cominciare un nuovo capitolo. Ma con una buona dose di determinazione ho deciso di diventare una traduttrice e interprete freelance, ho aperto la mia piccola impresa (qui in Olanda è semplicissimo a livello burocratico) e ho iniziato a crearmi una base di clienti. Come si può immaginare però, lavorare da liberi professionisti non è sempre facile, ci vuole un buon network, tanta pazienza e bisogna investire. Per questo non ho mai smesso di cercare altre opportunità lavorative. Per anni ho lavorato, per hobby e passione, come scrittrice e gionalista e ho frequentato workshop e mini corsi di marketing online. Così quando una mia collega mi ha inviato una mail dicendomi che aveva letto di un’opening come Online marketer/Editrice presso Imbull per un nuovo progetto internazionale, ho pensato subito di inviare il mio CV e vedere come sarebbe andata. Dopo un paio di giorni mi hanno contattata per un colloquio e due settimane dopo ero già al lavoro! Quello che mi colpito della compagnia è che tutti erano davvero giovanissimi con una gran voglia di dare il proprio meglio per diventare i numeri uno nel nostro settore. Sono stata anche fortunata a trovare dei colleghi simpaticissimi, che mi affiancano in questo lavoro. Quello che ho imparato è che non bisogna mai sottovalutare le proprie passioni, i propri hobby, i corsi, i workshop o qualunque altra cosa si faccia e che ci da la possibilità di formarci, perchè può sempre esser qualcosa che ci tornerà utile in futuro.

Ci presenti i tuoi colleghi che fanno parte del team che si occupa del mercato italiano? 
Il nostro team è composto da quattro persone, incluso me. Siamo tre ragazze e un ragazzo.
Rossana, 25 anni, ha studiato Marketing del turismo in Olanda e anche lei, come me, è un’editrice e online marketer, cioè si occupa dei contenuti, dei testi che vengono pubblicati sul sito e fa una parte delle PR. Finiti gli studi lei ha fatto uno stage in Italia, ha lavorato per un anno in Germania per una compagnia di turismo e tornata qui in Olanda ha iniziato a lavorare per Imbull.
Francesca, 24, è invece italo-olandese. Nata e cresciuta in Italia, si è trasferita in Olanda circa 4 anni fa per gli studi universitari di Comunicazione e Media. Terminati gli studi ha iniziato la sua ricerca per il lavoro e qualche mese fa si è unita al nostro team. Francesca si occupa principalmente della parte “tecnica”, ovvero dei contatti e delle relazioni con i network di affiliazione e inoltre delle decisioni per il layout della versione italiana del sito.
Infine, il nostro maschietto del gruppo è Christian, 26 anni. Ha studiato Comunicazione in Italia e dopo aver fatto un’esperienza Erasmus ad Amsterdam, ha deciso di trasferirsi qui. Ha iniziato a lavorare come cameriere, poi come scrittore per alcuni blog e infine si è unito al nostro gruppo di editori.

Fai finta che io non sappia cosa siano i coupon sconto e tutti gli strumenti che voi promuovete. Mi dici di cosa si tratta e qual’è il focus del modello di business di Flipit.com?
Iniziamo dai coupon sconto. Possiamo definirli dei normali voucher, dei buoni o codici sconto, ma in versione digitale. Visitando Flipit.com si ha accesso a una lista di centinaia di negozi online, che nella procedura di acquisto danno la possibilità al cliente di usufruire di uno dei nostri codici per ottenere una percentuale di sconto (può essere il diritto alla consegna gratuita, o un vero e proprio sconto in percentuale o cifra fissa) sull’ordine effettuato. E’ un modo comodissimo per acquistare online risparmiando ulteriormente rispetto allo shopping in un negozio fisico. In Italia è un concetto relativamente nuovo, ma man mano si diffonde sempre più e questo lo possiamo vedere grazie al traffico del nostro sito.
Il tutto è possibile grazie al marketing di affiliazione online, ovvero un modello business in cui inserzionista e publisher sono connessi tramite un network, una piattaforma, che gestisce i contatti tra i due, le commissioni e i pagamenti. Il pagamento viene poi effettuato solo se effettivamente un utente effettua l’acquisto di un prodotto su uno dei webshop con cui collaboriamo, quindi è un modo più onesto (a volte anche più difficile) rispetto al normale marketing di affiliazione di fare affari online e rappresenta davvero il futuro. Infatti, tantissimi negozi con la crisi decidono di chiudere, delle società chiudono i battenti dopo anni di vendite di successo perchè la gente vuole risparmiare… con questo tipo di marketing online un marchio può evitare i costi di un negozio fisico e avere molti più clienti da tutto il mondo!

Ci parli del sistema startup in Olanda? Mi sembra sia patria di diversi colossi, mi viene in mente ad esempio Booking. Perchè uno dovrebbe sviluppare una startup in Olanda e non per esempio a Berlino, Londra o in Italia?

Questa è davvero una buona domanda. Al mio arrivo ho iniziato a chiedermi anche io come fosse possibile che tanti giovani ragazzi fossero sempre impegnati in vari progetti, startup e tanto altro e ho sempre pensato fosse questione di sistema… ma così non è! Non c’è un sistema più o meno favorevole che in altri paesi o grandi città. La differenza risiede (forse banalmente) nella mentalità dei giovani olandesi: tutti sono abituati a pensare che lavorando tanto e impegnandosi, si può raggiungere qualunque obiettivo. Gli olandesi sono persone molto realiste e pratiche, sanno capire i limiti e sono in grado di dire se un limite può essere superato o meno e cosa bisogna fare per raggiungere uno scopo. Questo modo di pensare favorisce il fiorire di idee e la voglia di darsi davvero da fare, facendo, se necessario, dei sacrifici. L’Olanda è anche un paese poi che è famoso per gli eccellenti corsi di studi tecnici, tecnologici e scientifici e questo è uno strumento in più per la parte pratica della creazione di un progetto e di una startup. Naturalmente devo anche dire che la burocrazia per iniziare un’impresa è molto più semplice e rapida rispetto a quella italiana e questo naturalmente aiuta e invoglia anche chi non ha esperienza (o pazienza) per questo tipo di cose.

Il vostro modello di business; mi pare di capire che sfruttiate le affiliazioni. Questo mi fa venire in mente due tipologie di startup: la prima è un servizio che impiega anni per generare cassa, nella seconda tipologia metto la vostra, un’idea che inizia a generare quasi da subito un minimo di cassa che aumenta con i numeri. Aggiungo che il secondo modello di business spesso si sposa con una gestione con risorse minime puntando molto a servizi il più possibile staticizzati. Sbaglio in questa analisi?
Facendo questa divisione tra i tipi di startup, noi possiamo dire di rientrare nel secondo gruppo, infatti nel giro di soli sei mesi Flipit.com ha già degli ottimi numeri a livello di traffico e i guadagni aumentano anche in maniera proporzionale, partendo da investimenti non esagerati. Naturalmente per rendere Flipit.com un portale di successo abbiamo puntato fin da subito su localizzazione, ricerche di mercato e anche sulle risorse SEO, che ci aiutano a crescere e a rendere il sito ottimale e anche più user-friendly: sappiamo quello che gli utenti cercano e quello che vogliono trovare visitando il nostro sito e facciamo del nostro meglio per garantire qualità e codici sconto sempre attuali e funzionali.

Prima di conoscere voi ero entrato in contatto con Cuponation, una iniziativa tedesca. E’ il solo competitor o ce ne sono molti altri? In cosa vi distinguete voi?
Dopo pochi mesi noi siamo già entrati nel “territorio” di Cuponation, Retailmenot e Vouchecode, che sono per noi i tre più grandi competitor del settore. Couponation, come hai già specificato, è un’iniziativa tedesca, più precisamente fondata da Rocket Internet, la stessa start up incubator di Zalando. Una delle maggiori differenze tra Flipit.com e Cuponation, secondo la mia personale opinione, è che per loro questo mercato non è il principale focus della compagnia, mentre per noi lo è. Questo ci porta quindi a una dedizione totale negli investimenti e nell’impegno per ottenere dei grandi risultati con Flipit.com. Attualmente siamo anche alle prese con un nuovo design del sito, per renderlo più accattivante e ancora più unico rispetto a tutti gli altri siti di coupon online.

Voi siete usciti subito con piattaforme estere? L’Olanda è un paese troppo picccolo per esistere solo lì o l’Olanda è il paese ideale proprio per pensare ad una startup internazionale?
Il primo lancio è stato in Olanda, con il dominio locale di Kortingscode.nl. Dopo soli tre mesi il marchio Flipit.com è stato lanciato in Germania, Spagna e Francia e altri quattro paesi. Rendere Flipit.com internazione era nei programmi fin dall’inizio, quindi penso che in questo caso L’Olanda di per sè abbia poco a che fare con il lancio internazionale o meno di una startup. Certamente però la prima acocglienza del sito qui è stata così grande, che ci ha dato una spinta in più per non perdere tempo e uscire subito in altri paesi. Come ho detto prima è una questione di obiettivi, di fare un progetto e avere un’idea chiara e di cercare di realizzare quello che ci si è prefissati, con impegno, e perchè no, anche con un po’ di fortuna.

La startup ha ricevuto finanziamenti da venture capital? Quali sono i programmi futuri di espansione?
No, la startup è stata autofinanziata, quindi non ha ricevuto alcun finanziamento esterno. Per il futuro vogliamo lanciare Flipit in altri Paesi, fino a coprire tutti i continenti ed essere presenti a livello mondiale nel settore dei codici sconto.

Non so se potete dare dei dati sui ricavi. Siete in utile? Macinate cassa o mangiate cassa? Che tassi di crescita avete?
Di tanto in tanto ci piace avere dei segreti! Purtroppo su ricavi e tassi non posso dire nulla o dare alcun dato, mi dispiace.

Quali sono state le difficoltà ad internazionalizzare? Come si fa a sbarcare in un paese lontano? Nel vostro caso si cerca di automatizzare tutto e impostare delle strategie di marketing per attirare traffico o c’è altro? Che tipo di azioni di marketing fate?

In generale la prima difficoltà di un’internazionalizzazione è quella di trovare gente competente, madrelingua, residente nel paese in cui la startup è nata. Una volta fatto questo si è già a metà strada per affrontare la parte tecnica per la creazione del sito, con la traduzione, localizzazione e i contenuti ecc. Un’altra difficoltà è sicuramente quella di adattare le proprie strategie al paese in cui si decide di lanciare il proprio prodotto, quindi ancora una volta avere gente madrelingua, nata e cresciuta nel paese in questione, può facilitare questo processo, in quanto i madrelingua sono in grado di individuare quello che funzionerà e quale è il metodo migliore per adattare la propria strategia la nuovo paese. Noi cerchiamo in realtà poi di non automatizzare tutto, proprio per garantire la qualità e quel tocco personale che è visibile e percepibile dagli utenti che visitano il nostro sito. Così facendo anche il traffico sarà solo una conseguenza del giusto modo di localizzare il prodotto.

Quali sono gli obiettivi di Flipit.com fra 3 anni?
Nei prossimi anni il nostro obiettivo è quello di avere in totale 1 milione di visitatori al giorno! Un obiettivo certamente ambizioso, ma siamo sicuri di poter raggiungere questo numero nel prossimo futuro. Vogliamo anche diventare leader del mercato in 6 paesi, inclusi i Paesi Bassi. Si può dire che avremo un bel po’ da fare insomma per ottenere questi risultati e sono sicura che sentirete parlare di noi ancora per molto!

Puoi coinvolgere i 3 colleghi del team italiano e dirci quali startup ritenete interessanti in Europa e magari anche in Italia?
Domanda interessantissima! Ti dico un po’ le opinioni di tutti! Christian è un amante della musica e ritiene Spotify (di origine svedese) la startup più interessante degli ultimi anni che continua a ingrandirsi sempre più. Ormai milioni di utenti ascoltano musica in questo modo e anche l’account premium a pagamento è ottenibile pagando una piccolissima quota. Davvero un’idea innovativa, che ha superato ogni altro sito o applicazione creata prima per lo streaming musicale. Francesca ritiene interessane Netflix, nata in America anni e anni fa, ma solo di recente lanciata in diversi paesi d’Europa. Anche questo è un prodotto davvero del futuro, che ti da la possibilità di unire internet alla TV, pagando un canone mensile piccolo e creando un palinsesto personale. Nei Paesi Bassi Netflix è arrivato solo un mesetto fa e speriamo che presto arrivi anche in Italia. Rossana è salutista e per lei la migliore startup dell’ultimo periodo è HelloFresh, un concept davvero innovativo che ti permette di acquistare tutto il necessario per i tuoi pasti, in comodi box con prodotti freschissimi e selezionati. Si può acquistare un box frutta o verdura, o un box per un determinato piatto che si vuole cucinare. Rispetto a fare la spesa al supermercato si risparmia e si hanno prodotti molto più freschi e spesso 100% biologici. Per me la startup più creativa degli ultimi anni è Airbnb. Sempre di origine americana, in breve tempo è arrivata in Europa e sta spopolando sempre di più. Mi piace l’idea di creare un tipo di bed and breakfast alternativo, un alloggio che però non è gratuito, ma che non costa nemmeno tanto come un hotel e ha il vantaggio di essere più personale, accogliente e ti offre la possibilità di esplorare un luogo davvero come una persona del luogo. A volte mi chiedo perchè l’idea di Airbnb o di HelloFresh non sia venuta a me!

Come vedete i vostri colleghi “startappari” italiani? Vi dite mai cose tipo – ma chi glielo fa fare di sviluppare una startup lì quando a 2 ore di aereo (con biglietto che costa meno di un Roma-Milano) potrebbero trovare un ecosistema molto più adatto a sviluppare idee? – La faccio semplice la cosa o è proprio così?

Diciamo che quello che spesso ci ritroviamo a dire è “ma perchè in Italia queste belle idee non vengono a nessuno e nessuno ha voglia di iniziare questo tipo di progetti?”. Come ho detto, non credo che sia una questione di ecosistema, ma è davvero una questione di volerci provare e darsi da fare. Quello che noto è che molti dei connazionali che arrivano qui in Erasmus o che decidono di trasferirsi qui come abbiamo fatto noi, hanno spesso una forte insoddisfazione e pensano sempre che le cose non miglioreranno in Italia e che posto per i giovani non ce n’è. In parte è davvero così, ma d’altra parte bisogna solo smettere di vedere le cose così in nero e pensare che se nessuno ci da lavoro, forse dobbiamo essere noi a crearcelo! Come? Aprendo le nostre mini imprese, tuffandoci in una stratup o un progetto innovativo, approfittandone dei fondi europei o dei siti come Crowdfunding e Gofundme… insomma le opportunità possono essere davvero tante. Basta solo saperle cogliere!

Dal vostro punto di osservazione, quali vi sembrano i settori più promettenti del momento? Intendo per creare una startup naturalmente.

Sicuramente investire su qualcosa online è la mossa più promettente da fare, indipendentemente da quello che sia il campo specifico su cui ci si vuole concentrare. Il mondo online offre una piattaforma incredibile, una vetrina, che diventa sempre più visibile a livello mondiale, oltre le barriere, e che ha mille applicazioni, che funziona su PC, ma anche su portatili, cellulari e tablets. Pensando a qualcosa di più specifico, mi vengono in mente il settore dell’energie innovative, che continua a migliorare e ad aprirsi a nuovi progetti, il cleantech e il biomedicale, che sono sempre a caccia di nuove tecnologie, invenzioni e modi per raggiungere la nostra vita giornaliera e sicuramente in generale gli e-commerce, che sono sempre più in crescita, soprattutto in Europa,

Da ultimo non poteva mancare la domanda classica di chiusura: 5 cose basilari per creare una startup di successo. Noi ci proviamo sempre a farla, magari ci arriva il suggerimento giusto che fa scattare la scintilla a qualche nostro lettore.

Speravo di poter rispondere a una domanda del genere! Secondo me la Top 5 sarebbe così:

1. Sviluppare la propria persona professionalmente e personalmente
E’ davvero la base essenziale per iniziare un qualunque progetto o startup. Bisogna formarsi, studiare, leggere, imparare, capire quello che si vuole, decidere il tipo di persona che si vuole essere e promettersi onestà e coerenza una volta deciso l’obiettivo da raggiungere. Inoltre bisogna accettare che in questo tipo di campo, non si smette mai di imparare e bisogna sempre evolvere la propria conoscenza col passare del tempo, per riuscire ad essere sempre al passo, anzi un passo avanti al resto!
2. Pensare in soluzioni e risultati
Mai pensare “non ce la farò”, “chissà come risolverò questo problemone”, “questo ostacolo non lo supererò mai”, ecc… Al contrario, bisogna cercare di avere un atteggiamento che ha dei propositi, che è pronto a valutare le soluzioni ai problemi e non i problemi stessi. E i risultati sono importantissimi! Pensate e decidete quale risultato volete raggiungere. Una volta raggiunto quel risultato, complimentatevi con voi stessi e pensate che sia solo uno dei tanti risultati che potete ottenere e da lì ricominciate a cercare nuovi e altri obiettivi.
3. Non ci sono limiti
Questo è uno dei fondamenti, secondo me, di qualunque imprenditore! Se si vedono limiti a quello che si vuole fare, non lo si realizzerà mai. Bisogna imparare a pensare fuori dalle righe e osare, per spingere e cambiare i propri limiti e i limiti del mercato.

4. Coinvolgimento
Bisogna sempre decidere di puntare su una startup in cui ci si sente coinvolti in prima persona. Scegliere qualcosa che rientra nelle proprie passioni e che aiuta un gruppo a cui si appartiene, che sia quello degli studenti o di una determinata professione o degli shopaholic e così via. Così facendo sapremo cogliere davvero quello che manca nel mercato e creare la nostra nicchia, che sia davvero vicina agli utenti.
5. Onestà e autoironia
Queste sono due qualità altrettanto basilari per diventare degli imprenditori. L’onestà aiuterà ad andare avanti e a non incappare in problemi e l’autoironia permetterà di non arrendersi o punirsi se si fa un errore o se le cose non vanno bene.
Spero che questi consigli possano aiutare i miei coetanei a lanciarsi in una nuova avventura e che con impegno (e un pizzico di fortuna) possano andare lontano!

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