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Lavoro, “storie di successo” in partenza da Catania

Sono “storie di successo” quelle scritte dall’Accademia delle Editorie di Catania. Frutto dell’esperienza pluriennale di Villaggio Maori Edizioni e del Festival DeScritto, l’Accademia nasce con l’obiettivo di fare formazione editoriale e creare figure professionali qualificate in grado di svolgere un ruolo fondamentale nel management di una casa editrice, con particolare attenzione ai settori della progettazione, realizzazione, distribuzione, promozione e vendita di prodotti editoriali di qualunque natura e formato.

Ma non solo parole. All’insegnamento, infatti, si unisce la pratica. Ed è proprio questo il fattore in più che distingue il percorso formativo dell’Accademia dai vari corsi esistenti.

L’approccio didattico, per tutta l’offerta formativa dell’Accademia delle Editorie, fonde insegnamenti teorici con quelli tecnici. Un efficace equilibrio tra teoria e pratica, dove cultura, sperimentazione e ricerca sono parte integrante del programma didattico: seminari in aula – lectio magistralis con importanti esperti di settore – workshops – visite a fiere ed eventi – Project Work Finale.

E alla fine dell’anno accademico, gli allievi si ritrovano subito a fare i conti con il mondo del lavoro. Tra le “storie di successo” che l’Accademia può già vantare, c’è quella di Vera che è al Saggiatore. Vito, Desireé e Ilaria fanno editing transculturale a Roma con Silvia De Marchi e hanno la possibilità di collaborare con l’ufficio stampa del neo deputato Kalhid Chauoki a Montecitorio. Stefania e Daniela organizzano eventi culturali con Dario Zigiotto alla CCM di Milano, Francesca è assistente di produzione presso Agr, importante agenzia di produzione multimediale e comunicazione con sede a Milano, Marina al Salone del libro di Torino per Verbavolant.

Per l’anno 2013-2014 sono già aperte le iscrizioni e i corsi inizieranno ad ottobre. Ad attendere i neo iscritti interessanti tirocini e nuovi magister come Manuela Caccia della Einaudi, Alessandro Cannavò del Corriere della Sera, Marco Ragaini di San Paolo, Carla De Caro (Giunti, E/O, Newton Compton) e Marco Figini (Salani, Ponte alle Grazie, Ape Junior, Utet).

Abbiamo incontrato Roberto Chibbaro ideatore di Unimagazine e ora a capo di una azienda che sta sviluppando in rete diversi e interessanti progetti di comunicazione

Roberto, ci riassumi in poche righe il percorso formativo che ti ha portato a realizzare la tua azienda, UMG Media Group?


Ciao, beh ho un percorso molto complesso. Da una laurea in legge, e conseguente ingresso nel mondo dell’avvocatura ho capito che dovevo subito passare ad un altro settore. Ho da sempre la passione per i nuovi media e la rete, e cosi ho sempre curato il mio sito, oggi cresciuto fino a diventare quello che è, telelavorato per Google nel mezzo, realizzato un documentario su New York nel mentre…come vedi molte esperienze tutte diverse tra loro. Alla fine Unimagazine era un canto delle sirene costante..ed irresistibile, ed eccomi qui.

 

Cosa fai oggi in UMG Media Group?        

Ufficialmente sono l’amministratore delegato, ma come insegno ad ogni nuovo membro del mio team, si deve fare tutto ciò che serve…in generale mi occupo di supervisionare tutto lo staff, e di dare una direzione nelle scelte di evoluzione del sito, e dell’azienda. In un’impresa internet si è sempre ad un bivio, basta sbagliare svolta due volte per essere fuori dal mercato..


Ti tieni abbastanza lontano dai barcamp e in generale dal giro
classico dei guru-blog. E’ una mia impressione? Che tipo di approccio hai per far conoscere il tuo progetto alla blogosfera e alla rete in generale?        

 No, in realtà sono stato per anni un appassionato frequentatore dei barcamp, nei quali ho conosciuto amici che mi hanno davvero insegnato molto sulla rete. Il fenomeno dei guru blogger è in realtà secondo me un falso mito, anzi, molti di loro sono splendide persone pronte a dare una mano senza nulla chiedere in cambio…e sai quanto ciò sia raro oggi. Quindi oltre a girare le mie iniziative a loro, mi affido ai comunicato che redigiamo, e all’impatto che hanno sul pubblico: parto dall’idea che se non reinventiamo la ruota, ma creiamo qualcosa di davvero valido non avrò bisogno di “segnalazioni”, la rete si accorgerà di me lo stesso.

 
Te la senti di dirci qualche impressione sui tuoi competitor? Ce li
vuoi elencare dandoci una tua valutazione?   

Certo. Credo che in Italia, ma corregetemi se sbaglio, ormai sia rimasto un solo competitor da superare, cioè il gruppo di Studenti.it. Devo dirti che li trovo davvero bravi e competenti, e in questi anni hanno realizzato un buon prodotto consolidandosi bene sul mercato. Credo però che abbiano rallentato il ritmo negli ultimi tempi, dedicando forse meno energie all’innovazione, e piu al lato aziendale/commerciale. Questo, unitamente ai nostri nuovi prodotti come Votailprof, ci ha permesso di erodere nel tempo quote prima di loro esclusiva pertinenza. Nel breve futuro ovviamente spero in un sorpasso, ma il mercato ritengo sia abbastanza grande per accoglierci tutti. Ecco, se dovessi proprio fare una previsione credo che ci sarà un duopolio molto solido già da quest’anno.
 
Tu ti trovi in qualche modo a rincorrere questa realtà già consolidata nel mercato. Quali pensi possano essere i tuoi punti di forza per diventare il primo player in Italia e poi (ti auguriamo) in Europa?

Sostanzialmente la nostra forza si basa su pochi concetti: innovazione come puoi vedere dall’invenzione di Votailprof (siamo stati i primi in Italia, seguiti poi da altri), qualità e quantità dei contenuti come cerchiamo di dimostrare con i nostri articoli e blog, e apertura agli studenti con i forum che curiamo per tutta Italia. Credo, che unito al modello aziendale molto snello, e alla catena di comando cortissima, ci sia tutto lo spazio per una concquista del mercato italiano. Per adesso partiamo da li, poi si vedrà…


 Il cuore dell’azienda rimarrà sempre a Catania? State pensando magari ad avere una sede a Roma o Milano?      

Anche se il cuore del business è Milano e il cuore dell’informazione Roma, Catania è e rimarrà la sede principale. Credo che sia fondamentale dare un segnale chiaro, preciso e concordante a chiunque voglia intraprendere un viaggio analogo al nostro…
 
Punti di forza e di debolezza sulla costruzione di una realtà come la vostra in Sicilia.


Nulla in particolare, in fondo il nostro business è su internet, e la rete annulla le distanze. Certo, a volte, essere a Roma o Milano aiuta, i mercati sono lì.

Le tue considerazioni sulla pubblicità on line. Le tue esperienze
dirette di vendita e rapporti con le concessionarie.    

La nuova frontiera è certo questa. Non lo dico io, lo dicono univocamente tutti i principali editori al mondo, ovviamente con mille distinguo e variazioni sul tema. Personalmente credo che la situazione italiana sia particolare e senza una solida esperienza, anche nel proporre innovazione e nuove forme di adv non si possa puntare in alto. Fortunatamente in giro, oltre a diverse pessime realtà, ne trovo di validissime che guardano al settore con occhi di innovazione, crescita, sviluppo, senza farsi frenare dalle “peculiarità”, o distorsioni se preferite, del nostro mercato.
 

Venture Capital e Business Angels, ne sei entrato in contatto in
questi anni? Cosa ne pensi?          

Si, ne ho conosciuti molti, ma per quanto abbia incontrato persone dalle straordinarie competenze e capacità, nessuno mi aveva mai convinto in maniera integrale. Fino al mio incontro con il progetto di Moltomedia/RTI
 
Il tuo incontro con Mediaset. Com’ è avvenuto e quali benefici porterà.


 Ho per caso letto un comunicato che ci hanno inviato per chiederci di pubblicarlo. Ho visto subito le potenzialità, il progetto, i giusti intenti dall’altro lato. Poi, dopo la reciproca conoscenza credo sia stato un colpo di fulmine. Attualmente abbiamo un accordo per una partnership strategica e commerciale, che porterà credo benefici reciproci, d’altronde se fai incontrare innovazione, competenza, idee, passione il mix non può che essere positivo.
 

Principali step di UMG nei prossimi tre anni         

Credo che il consolidamento sul mercato italiano sia assolutamente la base di partenza. Contemporaneamente rilasciare un nuovo prodotto che possa farci guardare ad altri mercati. Non ho preferenze specifiche, ma confesso che inizio a guardare al mercato americano…

 

Dei consigli a chi sta pensando di lanciare una idea imprenditoriale in rete.
Credeteci, siate pronti a sudare sangue, sudore e lacrime. Pazientate, e poi di nuovo credeteci. E ancora. E di nuovo. Nulla arriva senza sacrificio, pazienza, forza.