Archivio della categoria: startup

Frasi-aforismi.it: come si diventa sito di successo

Non tutti sanno che oggi, nel 2016, far crescere un sito web non è affatto facile. La concorrenza è tanta e non è facile ottenere grandi risultati, ancora di più trattando un argomento sul quel esistono portali di migliaia di pagine che esistono dagli albori di internet, ovvero da quasi 20 anni.
Frasi-aforismi.it è un progetto editoriale curioso e simpatico: l’obiettivo è quello di riportare frasi, aforismi, citazioni, battute, barzellette, indovinelli, e tanto altro ancora che riguardi i temi più disparati.
Si va infatti dal tema della famiglia, a quello sempre molto cercato degli auguri in occasioni di eventi piacevoli (anniversari, compleanni, matrimoni, fidanzamenti ecc.); si va dalle condoglianze in occasioni tragiche, alle battute più esilaranti di attori, comici e scrittori; si va dalle barzellette, battute, freddure, colmi, agli indovinelli e ai rompicapo; si va dagli insulti e le parolacce (divisi per ciascuno dei dialetti più parlati in Italia, a quelle delle lingue più diffuse al mondo); si va dagli aforismi di intellettuali, pensatori, scrittori, imprenditori, sportivi, alle frasi dei più bei film; si va dalle frasi delle discipline sportive più amate e praticate alle frasi dedicate alle città più amate d’Italia e del mondo (Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Genova, Palermo, Milano, Torino, ma anche Amsterdam, Londra, Parigi, New York, ecc.).
Ebbene andando a scorrere le statistiche del sito web dedicato a frasi e aforismi, ciò che balza all’occhio è la crescita vertiginosa delle visite, passate nell’arco di un solo anno (da ottobre 2015 a ottobre 2016), dai 1000 unici al giorno fino a sfiorare i 5000. Un risultato che si è quintuplicato!
Osservando con attenzione il grafico delle statistiche relative a questo sito non si può non pensare che questa crescita è destinata a continuare. Anche perché il sito è vivo e quotidianamente possiamo notare un nuovo aggiornamento, un post, alle volte 2 in più.  
 

 

FarmaciaRisponde.it selezionata come startup innovativa al Cosmofarma di Bologna

Farmaciarisponde.it, startup nata da un’idea di Giuseppe Piro e della sua Ariaperta Online, parteciperà al Cosmofarma Startup Village, che premia quelli che sono i progetti più innovativi e originali nel settore tanto del marketing farmaceutico quanto in quello della farmacia dei servizi. A organizzare il tutto ci ha pensato Wellcare, agenzia di Marketing e Comunicazione molto attiva nell’ambito della beauty e della health care. L’agenzia in questione, quindi, ha selezionato quelli che sono i migliori progetti del settore e tra questi anche FarmaciaRisponde.it. Del resto, come viene fatto notare, si tratta
di un progetto molto utile all’utente finale che, invece di girare in tutte le farmacie per cercare quello di cui ha bisogno per il suo problema, può, con un solo clic, fare una domanda, ricevere una risposta e vedersi suggerire la farmacia più vicina per reperire quello che si cerca. Si sta parlando, in poche parole, di una piattaforma molto utile per tutti coloro che vogliono evitare di fare tante ricerche per trovare quello che serve. A suddetta piattaforma si accede facendo una domanda relativa a un dato settore, che può essere quello della dietetica come quello della cosmetica, tanto per fare qualche esempio, e andando a trovare quella che è la farmacia più vicina. Uno strumento utile, quindi, sia per i clienti che non dovranno più sbattere la testa, che per i farmacisti che potranno avere nuovi clienti soddisfatti. La startup cercherà di coinvolgere tutte le farmacie attive nel nostro Paese, che sono più di 18 mila, ma al momento punta a far aderire all’iniziativa quelle farmacie più dedite all’internet e già consapevoli del ruolo fondamentale che può avere la rete come grande strumento di engagement. Stiamo parlando di circa 1000 farmacie italiane che potrebbero inizialmente usufruire dei servizi di FarmaciaRisponde.it per avere un primo contatto con i clienti.

Si tratta di una bella opportunità per una giovane startup che, però, ha alle spalle la solidità della toscana  Ariaperta online, che gestisce già innumerevoli piattaforme e progetti in diversi settori. Il futuro, del resto, è oggi, come recita il claim della manifestazione in questione. Cosmofarma si propone di individuare quelle che sono le migliori startup di servizi  high tech in un settore importante come quello del benessere a 360°. Ricordiamo che il Cosmofarma Startup Village è un’ottima vetrina per progetti dinamici e creativi, che si propone, per tre giorni, come tramite tra aziende e clienti. Tutti i progetti che vengono presentati in occasione del Cosmofarma sono stati sviluppati da giovani ricercatori e imprenditori provenienti sia da realtà come quella di UniCredit Start Lab e Fondazione Filarete, che da prestigiosi poli universitari, come, ad esempio, Almacube (Bologna), I3P (Politecnico di Torino), Area Science Park (Trieste), MICC (Firenze).

Link al progetto: http://farmaciarisponde.it/

Videogiochi educativi : quali sono i migliori?

I videogiochi educativi, noti anche come Serius Game, sono giochi caratterizzati da elementi didattici e da messaggi positivi. Si tratta infatti di un genere di videogioco che si colloca nella direzione opposta ai games violenti e che vanno a veicolare messaggi poco educativi.

 

Questa tipologia di sviluppo videogiochi è molto indicata per una fascia di pubblico sensibile, oltre che per i più piccoli, infatti, i videogiochi educativi possono trovare un ampio utilizzo anche nelle scuole. Esistono diversi esempi, giochi di ruolo, giochi online, giochi di abilità e videogames che vanno a replicare in una realtà virtuale le buoni azioni da compiere nella vita reale. Tra i videogiochi educativi più importanti, segnaliamo Minecraft, un gioco che ha riscosso molto successo e che si basa sulla gestione delle risorse, dei soldi e del lavoro. Tra i migliori giochi educativi c’è inoltre LittleBigPlanet della Sony, un videogioco che si compone di diversi livelli con diverse difficoltà di gioco.

 

Sempre tra i videogames educativi di successo merita di essere annoverato BookWorm, un gioco in cui si devono comporre delle parole assemblando delle lettere. Ultimo in ordine di tempo, con diversi capitoli della saga sviluppati è SimCity. Questo videogioco ha riscosso grandissimo successo in diverse piattaforme, il gioco consiste nell’andare a gestire l’urbanistica della città, l’economia, il rispetto per l’ambiente. Proprio per i temi trattati, SimCity 4 è stato premiato tra i videogiochi educativi ed è stato sviluppato in una versione destinata ai minori per una distribuzione mirata anche nelle scuole.

Flipit sbarca in Italia; intervista al team italiano

Maria Rosaria Di Lecce, italiana,24 anni,vive in Olanda da un paio di anni. Insieme ad altri 3 ragazzi ,di età compresa fra i 24 e i 26 anni, si sta occupando dello sbarco in Italia di Flipit.com, un sito di risparmio e raccolta coupon sconto da utilizzare presso i webshop.
La startup ha base in Olanda ed ha già varie versioni in altri paesi. Maria Rosaria e i suoi 3 colleghi si occupano in modo specifico dello sviluppo della startup sul territorio Italiano.

Ci spieghi intanto come fa una ragazza così giovane a lavorare in una startup internazionale e per giunta in Olanda? Insomma, raccontaci l’antefatto.
Devo dire che è iniziato tutto per caso e la strada per arrivare a questo lavoro è stata tortuosa!
Due anni fa ho terminato gli studi in Italia e avendo studiato traduzione e interpretariato, andare all’estero in cerca di opportunità migliori era già parte dei miei piani. Mesi prima di prenotare il volo ho casualmente incontrato un ragazzo olandese, che è diventato in seguito il mio ragazzo… da lì, spirito di avventura, coraggio, amore e voglia di cambiare aria, mi hanno portato a prenotato un biglietto per i Paesi Bassi. Una volta arrivata qui non è stato semplice adattarmi, imparare la lingua, cercare lavoro e cominciare un nuovo capitolo. Ma con una buona dose di determinazione ho deciso di diventare una traduttrice e interprete freelance, ho aperto la mia piccola impresa (qui in Olanda è semplicissimo a livello burocratico) e ho iniziato a crearmi una base di clienti. Come si può immaginare però, lavorare da liberi professionisti non è sempre facile, ci vuole un buon network, tanta pazienza e bisogna investire. Per questo non ho mai smesso di cercare altre opportunità lavorative. Per anni ho lavorato, per hobby e passione, come scrittrice e gionalista e ho frequentato workshop e mini corsi di marketing online. Così quando una mia collega mi ha inviato una mail dicendomi che aveva letto di un’opening come Online marketer/Editrice presso Imbull per un nuovo progetto internazionale, ho pensato subito di inviare il mio CV e vedere come sarebbe andata. Dopo un paio di giorni mi hanno contattata per un colloquio e due settimane dopo ero già al lavoro! Quello che mi colpito della compagnia è che tutti erano davvero giovanissimi con una gran voglia di dare il proprio meglio per diventare i numeri uno nel nostro settore. Sono stata anche fortunata a trovare dei colleghi simpaticissimi, che mi affiancano in questo lavoro. Quello che ho imparato è che non bisogna mai sottovalutare le proprie passioni, i propri hobby, i corsi, i workshop o qualunque altra cosa si faccia e che ci da la possibilità di formarci, perchè può sempre esser qualcosa che ci tornerà utile in futuro.

Ci presenti i tuoi colleghi che fanno parte del team che si occupa del mercato italiano? 
Il nostro team è composto da quattro persone, incluso me. Siamo tre ragazze e un ragazzo.
Rossana, 25 anni, ha studiato Marketing del turismo in Olanda e anche lei, come me, è un’editrice e online marketer, cioè si occupa dei contenuti, dei testi che vengono pubblicati sul sito e fa una parte delle PR. Finiti gli studi lei ha fatto uno stage in Italia, ha lavorato per un anno in Germania per una compagnia di turismo e tornata qui in Olanda ha iniziato a lavorare per Imbull.
Francesca, 24, è invece italo-olandese. Nata e cresciuta in Italia, si è trasferita in Olanda circa 4 anni fa per gli studi universitari di Comunicazione e Media. Terminati gli studi ha iniziato la sua ricerca per il lavoro e qualche mese fa si è unita al nostro team. Francesca si occupa principalmente della parte “tecnica”, ovvero dei contatti e delle relazioni con i network di affiliazione e inoltre delle decisioni per il layout della versione italiana del sito.
Infine, il nostro maschietto del gruppo è Christian, 26 anni. Ha studiato Comunicazione in Italia e dopo aver fatto un’esperienza Erasmus ad Amsterdam, ha deciso di trasferirsi qui. Ha iniziato a lavorare come cameriere, poi come scrittore per alcuni blog e infine si è unito al nostro gruppo di editori.

Fai finta che io non sappia cosa siano i coupon sconto e tutti gli strumenti che voi promuovete. Mi dici di cosa si tratta e qual’è il focus del modello di business di Flipit.com?
Iniziamo dai coupon sconto. Possiamo definirli dei normali voucher, dei buoni o codici sconto, ma in versione digitale. Visitando Flipit.com si ha accesso a una lista di centinaia di negozi online, che nella procedura di acquisto danno la possibilità al cliente di usufruire di uno dei nostri codici per ottenere una percentuale di sconto (può essere il diritto alla consegna gratuita, o un vero e proprio sconto in percentuale o cifra fissa) sull’ordine effettuato. E’ un modo comodissimo per acquistare online risparmiando ulteriormente rispetto allo shopping in un negozio fisico. In Italia è un concetto relativamente nuovo, ma man mano si diffonde sempre più e questo lo possiamo vedere grazie al traffico del nostro sito.
Il tutto è possibile grazie al marketing di affiliazione online, ovvero un modello business in cui inserzionista e publisher sono connessi tramite un network, una piattaforma, che gestisce i contatti tra i due, le commissioni e i pagamenti. Il pagamento viene poi effettuato solo se effettivamente un utente effettua l’acquisto di un prodotto su uno dei webshop con cui collaboriamo, quindi è un modo più onesto (a volte anche più difficile) rispetto al normale marketing di affiliazione di fare affari online e rappresenta davvero il futuro. Infatti, tantissimi negozi con la crisi decidono di chiudere, delle società chiudono i battenti dopo anni di vendite di successo perchè la gente vuole risparmiare… con questo tipo di marketing online un marchio può evitare i costi di un negozio fisico e avere molti più clienti da tutto il mondo!

Ci parli del sistema startup in Olanda? Mi sembra sia patria di diversi colossi, mi viene in mente ad esempio Booking. Perchè uno dovrebbe sviluppare una startup in Olanda e non per esempio a Berlino, Londra o in Italia?

Questa è davvero una buona domanda. Al mio arrivo ho iniziato a chiedermi anche io come fosse possibile che tanti giovani ragazzi fossero sempre impegnati in vari progetti, startup e tanto altro e ho sempre pensato fosse questione di sistema… ma così non è! Non c’è un sistema più o meno favorevole che in altri paesi o grandi città. La differenza risiede (forse banalmente) nella mentalità dei giovani olandesi: tutti sono abituati a pensare che lavorando tanto e impegnandosi, si può raggiungere qualunque obiettivo. Gli olandesi sono persone molto realiste e pratiche, sanno capire i limiti e sono in grado di dire se un limite può essere superato o meno e cosa bisogna fare per raggiungere uno scopo. Questo modo di pensare favorisce il fiorire di idee e la voglia di darsi davvero da fare, facendo, se necessario, dei sacrifici. L’Olanda è anche un paese poi che è famoso per gli eccellenti corsi di studi tecnici, tecnologici e scientifici e questo è uno strumento in più per la parte pratica della creazione di un progetto e di una startup. Naturalmente devo anche dire che la burocrazia per iniziare un’impresa è molto più semplice e rapida rispetto a quella italiana e questo naturalmente aiuta e invoglia anche chi non ha esperienza (o pazienza) per questo tipo di cose.

Il vostro modello di business; mi pare di capire che sfruttiate le affiliazioni. Questo mi fa venire in mente due tipologie di startup: la prima è un servizio che impiega anni per generare cassa, nella seconda tipologia metto la vostra, un’idea che inizia a generare quasi da subito un minimo di cassa che aumenta con i numeri. Aggiungo che il secondo modello di business spesso si sposa con una gestione con risorse minime puntando molto a servizi il più possibile staticizzati. Sbaglio in questa analisi?
Facendo questa divisione tra i tipi di startup, noi possiamo dire di rientrare nel secondo gruppo, infatti nel giro di soli sei mesi Flipit.com ha già degli ottimi numeri a livello di traffico e i guadagni aumentano anche in maniera proporzionale, partendo da investimenti non esagerati. Naturalmente per rendere Flipit.com un portale di successo abbiamo puntato fin da subito su localizzazione, ricerche di mercato e anche sulle risorse SEO, che ci aiutano a crescere e a rendere il sito ottimale e anche più user-friendly: sappiamo quello che gli utenti cercano e quello che vogliono trovare visitando il nostro sito e facciamo del nostro meglio per garantire qualità e codici sconto sempre attuali e funzionali.

Prima di conoscere voi ero entrato in contatto con Cuponation, una iniziativa tedesca. E’ il solo competitor o ce ne sono molti altri? In cosa vi distinguete voi?
Dopo pochi mesi noi siamo già entrati nel “territorio” di Cuponation, Retailmenot e Vouchecode, che sono per noi i tre più grandi competitor del settore. Couponation, come hai già specificato, è un’iniziativa tedesca, più precisamente fondata da Rocket Internet, la stessa start up incubator di Zalando. Una delle maggiori differenze tra Flipit.com e Cuponation, secondo la mia personale opinione, è che per loro questo mercato non è il principale focus della compagnia, mentre per noi lo è. Questo ci porta quindi a una dedizione totale negli investimenti e nell’impegno per ottenere dei grandi risultati con Flipit.com. Attualmente siamo anche alle prese con un nuovo design del sito, per renderlo più accattivante e ancora più unico rispetto a tutti gli altri siti di coupon online.

Voi siete usciti subito con piattaforme estere? L’Olanda è un paese troppo picccolo per esistere solo lì o l’Olanda è il paese ideale proprio per pensare ad una startup internazionale?
Il primo lancio è stato in Olanda, con il dominio locale di Kortingscode.nl. Dopo soli tre mesi il marchio Flipit.com è stato lanciato in Germania, Spagna e Francia e altri quattro paesi. Rendere Flipit.com internazione era nei programmi fin dall’inizio, quindi penso che in questo caso L’Olanda di per sè abbia poco a che fare con il lancio internazionale o meno di una startup. Certamente però la prima acocglienza del sito qui è stata così grande, che ci ha dato una spinta in più per non perdere tempo e uscire subito in altri paesi. Come ho detto prima è una questione di obiettivi, di fare un progetto e avere un’idea chiara e di cercare di realizzare quello che ci si è prefissati, con impegno, e perchè no, anche con un po’ di fortuna.

La startup ha ricevuto finanziamenti da venture capital? Quali sono i programmi futuri di espansione?
No, la startup è stata autofinanziata, quindi non ha ricevuto alcun finanziamento esterno. Per il futuro vogliamo lanciare Flipit in altri Paesi, fino a coprire tutti i continenti ed essere presenti a livello mondiale nel settore dei codici sconto.

Non so se potete dare dei dati sui ricavi. Siete in utile? Macinate cassa o mangiate cassa? Che tassi di crescita avete?
Di tanto in tanto ci piace avere dei segreti! Purtroppo su ricavi e tassi non posso dire nulla o dare alcun dato, mi dispiace.

Quali sono state le difficoltà ad internazionalizzare? Come si fa a sbarcare in un paese lontano? Nel vostro caso si cerca di automatizzare tutto e impostare delle strategie di marketing per attirare traffico o c’è altro? Che tipo di azioni di marketing fate?

In generale la prima difficoltà di un’internazionalizzazione è quella di trovare gente competente, madrelingua, residente nel paese in cui la startup è nata. Una volta fatto questo si è già a metà strada per affrontare la parte tecnica per la creazione del sito, con la traduzione, localizzazione e i contenuti ecc. Un’altra difficoltà è sicuramente quella di adattare le proprie strategie al paese in cui si decide di lanciare il proprio prodotto, quindi ancora una volta avere gente madrelingua, nata e cresciuta nel paese in questione, può facilitare questo processo, in quanto i madrelingua sono in grado di individuare quello che funzionerà e quale è il metodo migliore per adattare la propria strategia la nuovo paese. Noi cerchiamo in realtà poi di non automatizzare tutto, proprio per garantire la qualità e quel tocco personale che è visibile e percepibile dagli utenti che visitano il nostro sito. Così facendo anche il traffico sarà solo una conseguenza del giusto modo di localizzare il prodotto.

Quali sono gli obiettivi di Flipit.com fra 3 anni?
Nei prossimi anni il nostro obiettivo è quello di avere in totale 1 milione di visitatori al giorno! Un obiettivo certamente ambizioso, ma siamo sicuri di poter raggiungere questo numero nel prossimo futuro. Vogliamo anche diventare leader del mercato in 6 paesi, inclusi i Paesi Bassi. Si può dire che avremo un bel po’ da fare insomma per ottenere questi risultati e sono sicura che sentirete parlare di noi ancora per molto!

Puoi coinvolgere i 3 colleghi del team italiano e dirci quali startup ritenete interessanti in Europa e magari anche in Italia?
Domanda interessantissima! Ti dico un po’ le opinioni di tutti! Christian è un amante della musica e ritiene Spotify (di origine svedese) la startup più interessante degli ultimi anni che continua a ingrandirsi sempre più. Ormai milioni di utenti ascoltano musica in questo modo e anche l’account premium a pagamento è ottenibile pagando una piccolissima quota. Davvero un’idea innovativa, che ha superato ogni altro sito o applicazione creata prima per lo streaming musicale. Francesca ritiene interessane Netflix, nata in America anni e anni fa, ma solo di recente lanciata in diversi paesi d’Europa. Anche questo è un prodotto davvero del futuro, che ti da la possibilità di unire internet alla TV, pagando un canone mensile piccolo e creando un palinsesto personale. Nei Paesi Bassi Netflix è arrivato solo un mesetto fa e speriamo che presto arrivi anche in Italia. Rossana è salutista e per lei la migliore startup dell’ultimo periodo è HelloFresh, un concept davvero innovativo che ti permette di acquistare tutto il necessario per i tuoi pasti, in comodi box con prodotti freschissimi e selezionati. Si può acquistare un box frutta o verdura, o un box per un determinato piatto che si vuole cucinare. Rispetto a fare la spesa al supermercato si risparmia e si hanno prodotti molto più freschi e spesso 100% biologici. Per me la startup più creativa degli ultimi anni è Airbnb. Sempre di origine americana, in breve tempo è arrivata in Europa e sta spopolando sempre di più. Mi piace l’idea di creare un tipo di bed and breakfast alternativo, un alloggio che però non è gratuito, ma che non costa nemmeno tanto come un hotel e ha il vantaggio di essere più personale, accogliente e ti offre la possibilità di esplorare un luogo davvero come una persona del luogo. A volte mi chiedo perchè l’idea di Airbnb o di HelloFresh non sia venuta a me!

Come vedete i vostri colleghi “startappari” italiani? Vi dite mai cose tipo – ma chi glielo fa fare di sviluppare una startup lì quando a 2 ore di aereo (con biglietto che costa meno di un Roma-Milano) potrebbero trovare un ecosistema molto più adatto a sviluppare idee? – La faccio semplice la cosa o è proprio così?

Diciamo che quello che spesso ci ritroviamo a dire è “ma perchè in Italia queste belle idee non vengono a nessuno e nessuno ha voglia di iniziare questo tipo di progetti?”. Come ho detto, non credo che sia una questione di ecosistema, ma è davvero una questione di volerci provare e darsi da fare. Quello che noto è che molti dei connazionali che arrivano qui in Erasmus o che decidono di trasferirsi qui come abbiamo fatto noi, hanno spesso una forte insoddisfazione e pensano sempre che le cose non miglioreranno in Italia e che posto per i giovani non ce n’è. In parte è davvero così, ma d’altra parte bisogna solo smettere di vedere le cose così in nero e pensare che se nessuno ci da lavoro, forse dobbiamo essere noi a crearcelo! Come? Aprendo le nostre mini imprese, tuffandoci in una stratup o un progetto innovativo, approfittandone dei fondi europei o dei siti come Crowdfunding e Gofundme… insomma le opportunità possono essere davvero tante. Basta solo saperle cogliere!

Dal vostro punto di osservazione, quali vi sembrano i settori più promettenti del momento? Intendo per creare una startup naturalmente.

Sicuramente investire su qualcosa online è la mossa più promettente da fare, indipendentemente da quello che sia il campo specifico su cui ci si vuole concentrare. Il mondo online offre una piattaforma incredibile, una vetrina, che diventa sempre più visibile a livello mondiale, oltre le barriere, e che ha mille applicazioni, che funziona su PC, ma anche su portatili, cellulari e tablets. Pensando a qualcosa di più specifico, mi vengono in mente il settore dell’energie innovative, che continua a migliorare e ad aprirsi a nuovi progetti, il cleantech e il biomedicale, che sono sempre a caccia di nuove tecnologie, invenzioni e modi per raggiungere la nostra vita giornaliera e sicuramente in generale gli e-commerce, che sono sempre più in crescita, soprattutto in Europa,

Da ultimo non poteva mancare la domanda classica di chiusura: 5 cose basilari per creare una startup di successo. Noi ci proviamo sempre a farla, magari ci arriva il suggerimento giusto che fa scattare la scintilla a qualche nostro lettore.

Speravo di poter rispondere a una domanda del genere! Secondo me la Top 5 sarebbe così:

1. Sviluppare la propria persona professionalmente e personalmente
E’ davvero la base essenziale per iniziare un qualunque progetto o startup. Bisogna formarsi, studiare, leggere, imparare, capire quello che si vuole, decidere il tipo di persona che si vuole essere e promettersi onestà e coerenza una volta deciso l’obiettivo da raggiungere. Inoltre bisogna accettare che in questo tipo di campo, non si smette mai di imparare e bisogna sempre evolvere la propria conoscenza col passare del tempo, per riuscire ad essere sempre al passo, anzi un passo avanti al resto!
2. Pensare in soluzioni e risultati
Mai pensare “non ce la farò”, “chissà come risolverò questo problemone”, “questo ostacolo non lo supererò mai”, ecc… Al contrario, bisogna cercare di avere un atteggiamento che ha dei propositi, che è pronto a valutare le soluzioni ai problemi e non i problemi stessi. E i risultati sono importantissimi! Pensate e decidete quale risultato volete raggiungere. Una volta raggiunto quel risultato, complimentatevi con voi stessi e pensate che sia solo uno dei tanti risultati che potete ottenere e da lì ricominciate a cercare nuovi e altri obiettivi.
3. Non ci sono limiti
Questo è uno dei fondamenti, secondo me, di qualunque imprenditore! Se si vedono limiti a quello che si vuole fare, non lo si realizzerà mai. Bisogna imparare a pensare fuori dalle righe e osare, per spingere e cambiare i propri limiti e i limiti del mercato.

4. Coinvolgimento
Bisogna sempre decidere di puntare su una startup in cui ci si sente coinvolti in prima persona. Scegliere qualcosa che rientra nelle proprie passioni e che aiuta un gruppo a cui si appartiene, che sia quello degli studenti o di una determinata professione o degli shopaholic e così via. Così facendo sapremo cogliere davvero quello che manca nel mercato e creare la nostra nicchia, che sia davvero vicina agli utenti.
5. Onestà e autoironia
Queste sono due qualità altrettanto basilari per diventare degli imprenditori. L’onestà aiuterà ad andare avanti e a non incappare in problemi e l’autoironia permetterà di non arrendersi o punirsi se si fa un errore o se le cose non vanno bene.
Spero che questi consigli possano aiutare i miei coetanei a lanciarsi in una nuova avventura e che con impegno (e un pizzico di fortuna) possano andare lontano!

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Unconventional network: CircleMe, la piazza virtuale delle passioni


L’obiettivo è ambizioso: essere la prima e reale risposta italiana ai tradizionali social network per tutto ciò che riguarda interessi e passioni. Si tratta di CircleMe, l’innovativo network che consente alle persone di interagire direttamente con i propri interessi. Oggi con oltre 1 milione di passioni e pagine correlate e una media di oltre 5000 (tasso di crescita mensile del 30%) contenuti pubblicati al mese, CircleMe è una vera e propria piazza virtuale che permette alle persone di vivere, approfondire e scoprire ciò che li appassiona nella vita.

CircleMe ha già iniziato la sua personale scalata in Italia e all’estero: la piattaforma è stata  lanciata un anno e mezzo fa e da quel momento è cresciuta molto in termini di contenuti e servizi offerti agli utenti, forte anche dell’ultimo round di finanziamenti appena ricevuto da Innogest Capital per un investimento totale pari a oltre 2 milioni di euro. Oggi è disponibile in tutto il mondo, utilizzata in particolare in Italia, Gran Bretagna, Francia, Brasile e USA.

Disponibile via web e come app per iPhone, la piattaforma oggi è solo in lingua inglese, ma nei prossimi mesi saranno disponibili le versioni localizzate per diversi paesi compresa l’Italia. Si prevede anche il lancio della app per Android intorno a novembre 2013.
 
Un mondo di interessi su CircleMe

Grazie a un’interfaccia di alto livello, tecnologie semantiche sofisticate e sistemi di social recommendation evoluti, su CircleMe è semplice e immediato interagire con i propri interessi: le persone hanno a disposizione oltre 1 milione di passioni (contro le 300.000 presenti al lancio) a cui connettersi, con la possibilità per l’utente stesso di inserirne anche di nuovi. La scelta spazia tra diverse categorie tematiche come ‘Musica’, ‘Film’, ‘Serie TV’, ‘Luoghi, ‘Libri’, ‘Personaggi famosi’, ‘Cibi e bevande’, ‘Sport’. A questi si sommano altri 11 milioni di interessi potenziali, accessibili grazie all’integrazione con i database di Facebook, Wikipedia, Freebase (Google), Last.fm, Foursquare, Wine.com e Goodreads.

Ad oggi, le categorie più ricche su circleme.com sono quelle relative ai ‘Personaggi Famosi’ (come Johnny DeppTim Burton e Steve Jobs) e ai ‘Luoghi’ (come New York,  Londra e Italia), che comprendono rispettivamente oltre 180.000 e 160.000 pagine dedicate. Da segnalare anche la categoria ‘Prodotti’, dedicata ai beni di consumo come, ad esempio,  “Nutella o “’iPhone”: sulla piattaforma ve ne sono quasi10.000, per i quali gli utenti non solo esprimono il proprio interesse, ma anche l’intenzione ad acquistare o utilizzare quel dato prodotto, con un infinito potenziale come strumento di digital marketing e display adversing.

All’interno delle pagine a cui ci si collega, l’utente può trovare una serie di contenuti fruibili e servizi come:immagini, musica da iTunes, video da YouTube, articoli sul web, informazioni su ristoranti, date e acquisto biglietti di concerti, e-book e molto altro ancora. 

Viaggio al centro delle passioni

CircleMe è un network facile da utilizzare: si crea il proprio profilo e a quel punto viene richiesto di esprimere i propri ‘like’ (o passioni personali) o di importare quelli già presenti su altre piattaforme. CircleMe, a quel punto, inizia a suggerire contenuti e servizi relativi alle passioni dell’utente. Inoltre, il sistema suggerisce anche altri interessi che potrebbero essere pertinenti con quelli già espressi e l’utente può  curiosare tra i milioni di argomenti e interessi già presenti nel sistema o anche crearne di nuovi, per cominciare a delineare meglio il proprio profilo in base alle sue reali passioni. Quando scova un nuovo interesse, l’utente può esprimere il proprio apprezzamento (‘Like’) o l’intenzione ad approfondirlo nella vita reale (‘To Do’) o, ancora, segnalare un luogo fisico legato a quell’interesse specifico (‘Plant’) per fornire ad altri utenti con la stesso interesse informazioni geo-referenziate su questo.

CircleMe.com nasce per fornire contenuti e servizi alle persone su temi di reale interesse, attraverso uno strumento di ‘serendipità intelligente’ che offre spunti, suggerimenti e idee”, ha spiegato Giuseppe D’Antonio, co-ideatore e CEO di CircleMe. “Le persone creano una vera e propria rete di ‘passioni’, scoprendone anche di nuove semplicemente esprimendo il proprio ‘like’ sulla pagina associata a quel ‘concetto’ specifico. L’interazione con altre persone viene stimolata solo se ci sono degli interessi in comune tra gli utenti, come per altro avviene nella vita reale”.

Ecco un video che spiega come funziona CircleMe:

In questo video, invece, Giuseppe D’Antonio si racconta. La sua storia, le sue personali passioni e la sua creatura CircleMe:

Informazioni su CircleMe
CircleMe  è un innovativo network per la condivisione di interessi, che consente alle persone di interagire con le proprie passioni, superando i limiti dei social network tradizionali. Disponibile tramite web o app per iPhone, è una piattaforma sviluppata in Italia che guarda anche all’estero: oggi è disponibile in tutto il mondo e utilizzata in particolare in Italia, Gran Bretagna, Francia, Brasile e USA. CircleMe nasce dall’idea vincente di Giuseppe D’Antonio ed Erik Lumer e viene lanciata ufficialmente nel 2012. Il progetto ha ricevuto da Innogest Capital 3 round di finanziamenti per un totale di oltre 2 milioni di euro. Con un team internazionale basato tra Milano e Londra, ha vinto diversi premi ed è stata una delle due startup italiane finaliste al Mobile Premier Award 2013 del Mobile World Congress di Barcellona. Al momento, CircleMe ha all’attivo collaborazioni con iTunes, Songkick e Cibando per l’integrazione dei loro servizi all’interno della piattaforma.

Sito: www.circleme.com
Facebook: https://www.facebook.com/CircleMeTeam
Twitter: @CircleMe
app per iPhone: https://itunes.apple.com/it/app/circleme/id505991146?mt=8

Innovazioni e start up: il futuro delle rinnovabili

Nascono ogni giorno nel mondo un numero sempre maggiore di aziende specializzate in uno dei tanti rami offerti dalle tecnologie rinnovabili. Le tecnologie rinnovabili sono infatti la nuova fonte energetica, quella che potenzialmente dovrebbe alimentare i nostri elettrodomestici e apparecchi elettrici in futuro. In esclusiva. Soppiantando le risorse fossili ed esauribili, che, oltre ad essere in via di esaurimento, hanno un impatto ambientale notevole.

Come ogni innovazione tecnologica, come ogni sviluppo o ricerca, anche le risorse rinnovabili diventano terreno fertile per le nuove aziende: il boom degli ultimi anni, certo, agevolato dagli incentivi messi a disposizione dai vari Governi per implementarne l’utilizzo, non intende arrestarsi. Anzi. Sono tantissime le aziende che si orientano in maniera diretta alle rinnovabili (operatori di settore, sviluppo di impianti per lo stoccaggio dell’energia, installazioni e immissioni nelle reti), ma ancora di più sono quelle che sfruttano le nuove tecnologie per il proprio risparmio energetico ed economico. Affiancando ad essi anche un riguardo notevole verso l’ambiente che ci circonda.

Gli incentivi messi a disposizione dai Governi sono infatti una risorsa economica che aziende medio-piccole non dovrebbero farsi sfuggire: i guadagni potrebbero infatti giungere sotto molteplici punti di vista. Ad esempio, una piccola azienda potrebbe optare per la riqualificazione dell’edificio o della propria sede, anche adottando impianti fotovoltaici a tetto, utili, non solo per coprire il fabbisogno energetico della propria attività, ma anche come fonte di guadagno alternativa, infatti, l’energia potrebbe anche essere rivenduta agli operatori. Un guadagno che verrebbe da più parti, fin dalla fase di start up, con l’utilizzo di incentivi energetici. Ma, non ultima, la riduzione dell’inquinamento, e la consapevolezza di aver ridotto l’impatto ambientale, potrebbe diventare il vero e reale “guadagno” di tutte le piccole aziende.