Archivio mensile:ottobre 2014

Videogiochi educativi : quali sono i migliori?

I videogiochi educativi, noti anche come Serius Game, sono giochi caratterizzati da elementi didattici e da messaggi positivi. Si tratta infatti di un genere di videogioco che si colloca nella direzione opposta ai games violenti e che vanno a veicolare messaggi poco educativi.

 

Questa tipologia di sviluppo videogiochi è molto indicata per una fascia di pubblico sensibile, oltre che per i più piccoli, infatti, i videogiochi educativi possono trovare un ampio utilizzo anche nelle scuole. Esistono diversi esempi, giochi di ruolo, giochi online, giochi di abilità e videogames che vanno a replicare in una realtà virtuale le buoni azioni da compiere nella vita reale. Tra i videogiochi educativi più importanti, segnaliamo Minecraft, un gioco che ha riscosso molto successo e che si basa sulla gestione delle risorse, dei soldi e del lavoro. Tra i migliori giochi educativi c’è inoltre LittleBigPlanet della Sony, un videogioco che si compone di diversi livelli con diverse difficoltà di gioco.

 

Sempre tra i videogames educativi di successo merita di essere annoverato BookWorm, un gioco in cui si devono comporre delle parole assemblando delle lettere. Ultimo in ordine di tempo, con diversi capitoli della saga sviluppati è SimCity. Questo videogioco ha riscosso grandissimo successo in diverse piattaforme, il gioco consiste nell’andare a gestire l’urbanistica della città, l’economia, il rispetto per l’ambiente. Proprio per i temi trattati, SimCity 4 è stato premiato tra i videogiochi educativi ed è stato sviluppato in una versione destinata ai minori per una distribuzione mirata anche nelle scuole.

FONDI PARITETICI INTERPROFESSIONALI: COSA SONO E COME AIUTANO LE AZIENDE

La congiuntura economica internazionale ha inciso profondamente non solo in termini occupazionali ma anche nella selezione delle opportunità di lavoro offerte
dal mercato. Secondo l’analisi pubblicata dalla Commissione Europea intitolata European Vacancy and Recruitment Report 2014, diffusa nel mese di giugno, la
flessione economica ha incrementato le richieste di lavoro temporaneo e il part-time, penalizzando maggiormente i profili professionali con scarsa qualifica
che ad oggi rappresentano il segmento con le più grosse difficoltà nella ricerca di occupazione.

Mentre per i lavoratori con alta specializzazione le opportunità crescono, per i bassi profili le difficoltà aumentano notevolmente con conseguenti instabilità professionali anche rispetto ai colleghi con una qualifica media, soprattutto per quanto riguarda la fascia giovanile: dal secondo trimestre del 2013 le assunzioni sono scese del 31 per cento confrontate all’andamento del 2008.

I risultati emersi dal rapporto europeo evidenziano non solo la necessità di supportare adeguatamente la transizione scuola-lavoro ma anche di rafforzare i requisiti della formazione per consolidare i ruoli con bassa qualifica, in particolare quelli che si contraddistinguono per attività manuali, che hanno segnato il calo superiore tra il 2011 e il 2012. A farne maggiormente le spese, i lavoratori del mercato delle costruzioni, con una flessione del 17 per cento di media nell’Unione Europea, e quelli dell’industria manifatturiera (-10%).

Accanto alle grandi iniziative politiche di supporto all’occupazione e agli investimenti europei sul capitale umano in vista del 2020, oggi le aziende che desiderano investire nella formazione dei propri dipendenti, possono farlo gratuitamente secondo quanto previsto dalla legge 388 del 2000, destinando la quota dello 0,30% dei contributi versati all’INPS – sotto la voce “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria” – a un Fondo Paritetico Interprofessionale, inserendo l’apposito codice di riferimento sul modello Uniemens.
Inoltre, dal 2011, i piani formativi sono stati estesi anche ai lavoratori con contratti di apprendistato e a progetto venendo incontro sempre più in maniera mirata alle esigenze di ciascuna azienda.

Usufruire dei Fondi Paritetici Interprofessionali per attivare piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, rappresenta oggi una grande opportunità per tutte quelle realtà produttive che desiderano consolidare il profilo professionale dei propri dipendenti. In particolar modo, per coloro che desiderano rimanere competitivi sui mercati internazionali.

A tal proposito, il Gruppo RTS che promuove piani formativi finalizzati allo sviluppo delle competenze professionali finanziati da Fondo Formazienda, offre alle aziende la possibilità di accedere a una formazione altamente qualificata proponendo corsi
personalizzati in risposta ai fabbisogni e alle esigenze organizzative dei lavoratori dipendenti e dei dirigenti aziendali.