Archivio mensile:marzo 2014

Al via la prima edizione del premio FerrariAwards

Le iscrizioni al concorso per la selezione di idee imprenditoriali innovative FerrariAwards si
sono aperte questa settimana, dopo la conferenza stampa tenutasi nella sede del Parco
dei Colli Euganei, a Este (PD).
Le iscrizioni, aperte fino al 9 maggio prossimo, potranno essere effettuate attraverso il sito
web dell’iniziativa: www.ferrariawards.com. In palio, per le idee che saranno premiate,
l’equivalente di 30 mila euro in servizi all’impresa.
Spiega Stefano Penzo, direttore marketing della società Consulting&Software e uno degli
ideatori del concorso, “il principale obiettivo della nostra iniziativa è garantire ad ogni idea
che verrà premiata tutti gli strumenti necessari per trasformarsi in un business vincente”.
Il FerrariAwards, infatti, è un’iniziativa volta a favorire concretamente lo sviluppo e la
crescita di idee imprenditoriali, attraverso un supporto consulenziale che sia affiancherà a
quello logistico. Questo supporto permetterà ai nuovi imprenditori di concentrarsi sulla
realizzazione del loro programma, senza essere frenati da problemi organizzativi,
burocratici o amministrativi, che troppo spesso sottraggono grandi energie al progetto.
Una startup è un progetto innovativo, rischioso: è un sogno personale che prova a
rispondere a un bisogno collettivo; se trova un mercato, può diventare una azienda. Ma
un’idea innovativa e un garage non bastano, ci vogliono solide competenze manageriali.
Aggiunge Penzo: “Business plan, rapporti con le banche, regole fiscali, analisi di mercato,
sono attività complesse. Anche sfruttare le opportunità della legge 221/2012 per le start-up
innovative non è sempre così semplice”
Il premio Ferrariawards ha ottenuto il patrocinio e la collaborazione dell’ente Regionale
Parco dei Colli Euganei e di altre organizzazioni locali; l’iniziativa inoltre è un progetto
inserito e riconosciuto dalla Carta Europea del Turismo Sostenibile.
Il premio è intitolato alla memoria di Diego Ferrari, socio coofondatore della società C&S,
prematuramente scomparso nel 2007.

Campus gratuito per creare nuove imprese sull’Appennino. Iscrizioni fino al 30 aprile

C’è tempo fino al 30 aprile per iscriversi a ReStartApp, il primo campus per le nuove imprese dell’Appennino, promosso dalla Fondazione Edoardo Garrone e dedicato a 15 giovani aspiranti imprenditori, di età inferiore ai 35 anni, che vogliano creare un’attività nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’artigianato e del turismo sull’Appennino.   www.restartapp.it

 

Il campus, totalmente gratuito, si svolgerà dal 7 giugno al 27 settembre 2014 (con una pausa nel mese di agosto) nel cuore dell’Appennino ligure-piemontese, a Grondona (AL), ma, al termine dell’esperienza formativa, le imprese potranno essere realizzate su qualsiasi altro territorio appenninico italiano.

 

I partecipanti – coinvolti in momenti di didattica, di laboratorio d’impresa, di tirocinio e in esperienze sul campo – saranno accompagnati in un percorso per concretizzare le proprie idee e avviare le attività imprenditoriali. Per dare vita ai progetti migliori sono previsti premi per un totale di 60.000 euro.

 

Ad affiancare i giovani e a garantire l’alta qualità della formazione, un team qualificato di docenti, esperti e professionisti e una rete di partner di elevato profilo istituzionale, che condividono con la Fondazione Edoardo Garrone l’impegno per la riqualificazione del territorio appenninico e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.

 

Sono partner di ReStartApp: Fondazione Symbola, Università della Montagna, Associazione Italiana Alberghi Diffusi, UniCredit, Fondazione CIMA. Il progetto ha inoltre il patrocinio di Regione Liguria, Regione Piemonte e Comune di Grondona.

Per informazioni e iscrizioni: www.restartapp.it – info@restartapp.it

UNA PIOGGIA DI OPPORTUNITA’ PER LE STARTUP EMILIANO-ROMAGNOLE

Per le startup dell’Emilia-Romagna si aprono nuove opportunità per allargare il proprio business e avviare un processo di internazionalizzazione. Aster, consorzio della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione e la ricerca industriale, sta promuovendo sul suo sito (www.aster.it)alcuni importanti bandi e progetti che hanno l’obiettivo specifico di selezionare le migliori startup della regione per consentire l’accesso a finanziamenti, la partecipazione a manifestazioni internazionali dedicate al mondo delle imprese innovative e a programmi di interscambio di esperienze imprenditoriali.

Simpler Startup 2014. Simpler Startup 2014 (www.aster.it/tiki-index.php?page=Simpler+Startup+2014 ) sostiene 4 startup dell’Emilia-Romagna nell’avvio di azioni di internazionalizzazione seguendo un percorso di 6 mesi, con un servizio di consulenza specifica e tutoraggio per lo sviluppo del progetto di internazionalizzazione e un servizio di networking, per creare contatti con potenziali clienti, fornitori, agenti/distributori, buyer, ecc. Simpler è il punto di accesso per la Lombardia e l’Emilia-Romagna all’Enterprise Europe Network, la più importante rete europea a supporto delle imprese. Il bando scade il 31 marzo.

Start2B. Il progetto si propone di selezionare, entro il prossimo 3 aprile, le 50 imprese che potranno partecipare gratuitamente con un proprio stand a START2B, l’area espositiva dedicata alle startup innovative regionali nell’ambito del Salone internazionale della ricerca e dell’innovazione (R2B – Research to Business 4/5 giugno). R2B è promosso dalla Regione Emilia-Romagna e BolognaFiere, in collaborazione con ASTER (www.aster.it)  e SMAU.

Accelmed. 
Inserito nel progetto europeo Accelmed (finanziato dal FESR tramite il Programma di cooperazione transnazionale MED www.programmemed.eu), il bando (www.aster.it/tiki-index.php?page=Accelmed) si propone di selezionare 5 startup del settore delle tecnologie digitali, con sede legale e/o operativa in Emilia-Romagna, per sperimentare un percorso di networking internazionale di 6 mesi, con lo scopo di favorire lo sviluppo del business delle imprese selezionate. Il termine ultimo per partecipare è il 7 aprile.

Climate Kic – RIC Acceleration Programme 2014. 
E’ un programma di incubazione e accelerazione di impresa gestito da Aster (www.aster.it/tiki-index.php?page=Ric+Incubator) in qualità di partner dell’iniziativa europea Knowledge Innovation Community on Climate Change (Climate-KIC). L’obiettivo è favorire lo sviluppo di nuovi progetti d’impresa nel settore dell’economia a basse emissioni di carbonio, offrendo ai partecipanti selezionati una consulenza gratuita sullo per lo sviluppo del progetto e l’industrializzazione del prodotto e contributi finanziari per 8.000 euro. La prima fase del bando accetta candidature fino al 16 aprile.

Energeia. 
Si tratta di un progetto (www.energeia-med.eu) di cooperazione transnazionale finanziato dal Programma Med, per sostenere l’imprenditoria nel settore delle energie rinnovabili. Il bando, che (www.aster.it/tiki-index.php?page=Energeia) sarà pubblicato entro maggio 2014, ha l’obiettivo di selezionare le migliori idee progettuali degli imprenditori emiliano-romagnoli in quest’ambito. Ai vincitori saranno offerti 7 giorni di consulenza specialistica e un servizio di mentorship per la redazione del business plan. Sono membri del partenariato 6 istituzioni in rappresentanza di Francia, Spagna, Portogallo, Malta e Bosnia-Erzegovina, oltre ad Aster, coordinatore del progetto, e alla Provincia di Torino.

3c4 Incubators. E’ progetto europeo che punta a promuovere il settore culturale e creativo (CCI) come fattore di sviluppo territoriale e di innovazione economica e sociale. Per favorire lo sviluppo di accordi di partenariato, 3C4 Incubators (http://www.aster.it/tiki-index.php?page=3c4+Incubators) offre a 3 start-up emiliano-romagnole del settore delle industrie creative e culturali, la partecipazione gratuita all’evento “Ideas Factory” (Marisiglia, 2-3 aprile 2013). Entro fine aprile sarà lanciato anche un programma di supporto dedicato alle start-up creative al quale potranno accedere 8 nuove realtà imprenditoriali.

Startup, 110 mln di investimenti nel 2013: “un’opportunità per i neolaureati”

Infografica Unicusano StartUp
Infografica a cura della Facoltà di Economia dell’università online Unicusano

Dal punto di vista della cultura imprenditoriale, l’Italia diventa sempre più competitiva. Insieme a Stati Uniti, Inghilterra e Germania, il Belpaese si inserisce tra le più importanti realtà al mondo per l’impegno profuso verso la creazione di un ecosistema startup. Stando ai dati ufficiali dell’associazione Italia Start-Up e delle Camere di Commercio d’Italia, nel 2013 oltre 110 milioni di euro sono stati investiti nel settore e 1.554 società italiane si sono iscritte alla sezione startup innovative del Registro delle Imprese. Numeri senz’altro destinati a crescere nel 2014, così come le opportunità occupazionali per i neolaureati.

Per trasmettere la consapevolezza dell’enorme potenziale offerto dalle startup ai giovani, la Facoltà di Economia dell’Università “Niccolò Cusano” ha realizzato un’infografica che per la prima volta illustra dati, fasi di vita, fonti di finanziamento, protagonisti ed enti coinvolti nella nascita di queste nuove realtà imprenditoriali e nello sviluppo di una cultura “startup oriented”.

Nascendo da quella voglia di cambiamento e di innovazione, di mettersi in gioco e di rischiare che caratterizza i giovani imprenditori italiani, le startup, secondo quanto illustra l’infografica, trovano applicazione per lo più nei settori del web (49%), dell’ICT (21%), dei servizi (19%), dell’elettronica e dei prodotti di consumo.

I soci fondatori sono solitamente tre, hanno in media 30 anni, il 48% di loro vive al Nord ed il 52% è in possesso di una laurea di primo livello. Nell’80% dei casi gli startupper italiani hanno avuto precedenti esperienze nell’ambito del lavoro dipendente, ed è proprio qui che hanno conosciuto i loro soci e fatto maturare il progetto imprenditoriale.

Per far fronte alle difficoltà e al disorientamento di chi oggi volesse avviare o abbia già avviato un progetto d’impresa ad alto contenuto tecnologico, l’infografica rende noti tutti i passaggi da seguire e i soggetti da coinvolgere per ottenere i finanziamenti, generare reddito e infine portare la startup ad un exit: bootstrapping, incubatori, investitori, Stato, università, business angel, mentor, venture capitalist, acceleratori e così via.

A svolgere un ruolo decisivo nel processo di trasformazione dell’idea innovativa di business in realtà concreta sono gli incubatori, veri e propri laboratori specializzati per settore che aiutano gli imprenditori a capire come sviluppare il progetto e a verificarne la fattibilità sotto tutti i punti di vista. Società neonate come Amc Instruments, attiva nella ricerca biologica e meccatronica, Jobrapido, nota per aver realizzato il portale dedicato agli annunci di lavoro, Viamente, operante nel settore della logistica e dei trasporti e Creabilis, nel campo delle biotecnologie, ad esempio, devono il loro attuale successo all’impegno degli incubatori nel disseminare innovazione e nel contribuire allo sviluppo economico del Paese.

“Se le piccole e medie imprese italiane perdono ogni anno migliaia di posti di lavoro e faticano a restare a galla perché schiacciate da una burocrazia contorta e da una pressione fiscale ai massimi storici, le startup possono usufruire dei vantaggi fiscali previsti dal decreto Sviluppo Bis del Governo Monti. Non solo: pur rappresentando circa il 2% dell’universo produttivo italiano, le startup creano più occupazione delle imprese tradizionali per i giovani e in questo modo contribuiscono alla crescita economica” spiega lo staff dell’università telematica Unicusano.

Come aprire un’agenzia investigativa

Le agenzie investigative sono sempre più diffuse in Italia e i clienti non mancano. Il motivo è semplice: circolando meno denaro, così come aumentano i ricorsi per recuperare quanto perso, così aumentano le richieste alle agenzie investigative per cercare informazioni utili ai fini processuali e non solo.

Quali sono i casi per cui si chiama un’agenzia investigativa? Aumentano i casi di infedeltà tra i coniugi, ma le vere novità in questo settore sono i casi di assenteismo dal lavoro: in un periodo di recessione economica, si cerca di ottimizzare le risorse e ogni assenteista scovato è un risparmio per l’azienda.

Quali sono le spese maggiori per aprire la tua agenzia investigativa? Le spese per iniziare sono quelle tipiche di un ufficio: oltre all’affitto, all’arredamento e alle utenze, le agenzie investigative devono pagare una licenza (le licenze sono divise per tipologia di casi) a titolo di cauzione.

Con il nuovo decreto, però, tali spese possono essere sostituite da una polizza fidejussoria assicurativa. Se è vero che in questo caso le spese da sostenere sono decisamente inferiori, è anche vero che la compagnia di assicurazioni chiederà dei beni da poter pignorare in caso di mancato pagamento.

Senza questi beni, la richiesta potrebbe esserti rifiutata. Oltre alle spese, sappi che per diventare investigatore privato e partire con la tua attività, dovrai avere una laurea (almeno triennale) e fare tirocinio per tre anni presso un’altra agenzia investigativa.

Dopo il tirocinio, il titolare della nuova agenzia investigativa dovrà richiedere l’autorizzazione in Prefettura ogni anno (con tutti i documenti del caso) e aprire la partita Iva per gli oneri fiscali.

Per le agenzie investigative il compito più difficile è rispettare la privacy delle persone su cui indagano. Prima di tutto, le agenzie investigative non possono spiare qualcuno senza un committente che l’abbia richiesto.

Prima di iniziare il lavoro, il committente dovrà spiegare le motivazioni che lo costringono a rivolgersi a un’agenzia investigativa e per quanto tempo sarà necessario seguire la persona che sarà oggetto di indagine da parte dell’agenzia. Solo dopo aver chiarito questi punti, potrai procedere con la tua attività investigativa.

Gestire un’agenzia investigativa non è uno scherzo, ma sicuramente è uno sforzo per cui vale la pena!